Il Sindaco, Avv. Felice Errante, unitamente alla Giunta Municipale ed alle autorità civili e militari domani mattina alle 10.00, inaugurerà la via intitolata alla giovane testimone di giustizia Rita Atria. L’arteria recentemente riqualificata, si trova nella via Partanna al Km 1, subito dopo la cantina sociale di Castelvetrano.

Per commemorare il gesto della coraggiosa Rita che decise di andare contro la mafia, collaborando con il compianto giudice Paolo Borsellino, si terrà una sobria cerimonia, alla presenza anche degli studenti degli istituti superiori castelvetranesi. La cittadinanza è invitata a partecipare

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Rita Atria – Biografia Wikipedia

Rita Atria nasce da una famiglia mafiosa. A undici anni perde il padre Vito, mafioso della famiglia di Partanna, ucciso da Cosa nostra. Sono gli anni dell’ascesa dei corleonesi e della seconda guerra di mafia.

Alla morte del padre Rita si lega ancora di più al fratello Nicola ed alla cognata Piera Aiello. Da Nicola, anch’egli mafioso, Rita raccoglie le più intime confidenze sugli affari e sulle dinamiche mafiose a Partanna. Nel giugno 1991 Nicola Atria verrà ucciso dalla mafia. Sua moglie Piera Aiello decide dunque di collaborare con la giustizia.

rita atriaRita Atria, a soli 17 anni, nel novembre 1991, decide di seguire le orme della cognata, cercando, nella magistratura, giustizia per quegli omicidi. Il primo a raccogliere le sue rivelazioni fu Paolo Borsellino al quale si legò come ad un padre. Le deposizioni di Rita e di Piera, unitamente ad altre deposizioni, hanno permesso di arrestare diversi mafiosi e di avviare un’indagine sul politico Vincenzino Culicchia, per trent’anni sindaco di Partanna.

Il 26 luglio del 1992, una settimana dopo la strage di via d’Amelio, Rita Atria si uccise a Roma dove viveva in segreto, lanciandosi dal settimo piano di un palazzo di viale Amelia, 23.

Rita Atria per molti rappresenta un’eroina, per la sua capacità di rinunciare a tutto, finanche agli affetti della madre (che la ripudiò e che dopo la sua morte distrusse la lapide a martellate), per inseguire un ideale di giustizia attraverso un percorso di crescita interiore che la porterà dal desiderio di vendetta al desiderio di una vera giustizia. Rita (così come Piera Aiello) non era una pentita di mafia: non aveva infatti mai commesso alcun reato di cui pentirsi. Correttamente ci si riferisce a lei come testimone di giustizia, figura questa che è stata legislativamente riconosciuta con la legge 45 del 13 febbraio 2001