Il Giudice penale del Tribunale di Trapani, in composizione monocratica, Dott. Emanuele Cersosimo, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Marco Bascio amministratore della Legnopan s.a.s. di Campobello di Mazara.

A seguito di un verbale elevato nel maggio del 2007 dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani alla “Legnopan di Marco Bascio & C. s.a.s.”, l’amministratore della società di lavorazione del legno veniva denunciato per avere omesso il versamento dei contributi previdenziali dei suoi lavoratori dipendenti per il periodo fra l’agosto 2004 e il marzo 2007.

Il Giudice penale ha accolto la tesi del difensore dell’imputato Avv. Franco Messina che ha sostenuto la irrilevanza penale della condotta omissiva giustificata dalla necessità del soggetto vittima d’usura che beneficia della particolare tutela legislativa offerta dall’art. 20 della legge n.44/99 di sospensione dei termini di esecutività dei crediti nei confronti della vittima.

La sentenza di assoluzione per insussistenza del fatto di reato è una delle prime decisioni giudiziali in tema di tutela legislativa approntata in favore delle vittime.
Fortunatamente per la società civile è sempre più crescente l’attenzione dei mass media verso i temi della legalità e il risalto giornalistico alle rare e coraggiose denunce delle criminali vicende estorsive ed usuraie.


Anche nel territorio della provincia trapanese una vittima dell’usura ha trovato il coraggio di denunciare il suo carnefice e coraggiosamente sta vivendo a viso aperto la sua esperienza di unica parte civile costituitasi nel processo contro l’imputato di usura, fra una ventina di parti offese che non hanno ritenuto utile costituirsi parti civili e fra queste persino il sindaco della cittadina campobellese e qualche consigliere comunale anche loro vittime del medesimo crimine.

Marco Bascio, giovane imprenditore sposato e padre di due figlie, ha denunciato gravissimi episodi di prestiti ad usura in cui è rimasta vittima la propria azienda di lavorazione del legno negli anni 2001/2002/2003, l’unico fra le numerose vittime del medesimo reato a inoltrare delle denuncie ai Carabinieri di Mazara del Vallo e l’unico ad essere destinatario di un successivo attentato incendiario dell’autovettura posteggiata nel giardino di casa anch’essa attinta dalle fiamme o anche da altro analogo attentato in azienda, colpita dal fuoco o da strani furti di merce.

Lo Stato applica le leggi di solidarietà previste in favore delle vittime dell’usura e l’Ufficio territoriale del Governo prefettura di Trapani riesce a proteggere l’imprenditore dalla grave crisi economica ingenerata dall’emissione di oltre €.1.300.000,00 di assegni bancari offerti in pagamento dei prestiti ad usura.

L’Avv. Franco Messina dichiara però: “è comunque una vera e propria battaglia durissima che va combattuta anche per evitare le incomprensioni e la mancanza di coordinamento fra organi dello Stato: ad esempio il Presidente del Tribunale esprime parere favorevole per l’emissione del provvedimento prefettizio di sospensiva e contemporaneamente un giudice dello stesso Tribunale propone d’ufficio istanza di fallimento nei confronti del soggetto tutelato”, anche attualmente vi è la pendenza di una istanza di fallimento proposta da un curatore fallimentare di altra società creditrice nei confronti della vittima del reato usurario, nonostante la vigenza del provvedimento prefettizio di sospensiva.

La Legnopan s.a.s., sfidando la incredibile lentezza del processo penale (in quasi quattro anni sono cambiati tutti e tre i giudici del collegio giudicante di primo grado) continua a lavorare e combattere nonostante le Banche “stiano a guardare”, non offrendo né fidi né semplice ospitalità.
E, nonostante la sensibilità dell’Asso Industria di Trapani che ha sospeso il pagamento dell’iscrizione annuale associativa della Legnopan s.a.s., non riesce a destinare alcuna somma dal fondo speciale che dovrebbe gestire in aiuto di suoi iscritti vittime d’usura e ormai dal 2003 giace inascoltata una richiesta d’aiuto economico.