strage di ustica castelvetranesi

(Adnkronos/Ign) Lo Stato deve risarcire i familiari delle vittime della strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno del 1980 a causa di un missile e non di una esplosione interna al Dc9 Itavia sul volo Bologna – Palermo con 81 persone a bordo, per non aver garantito con sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli. Questo in sintesi il verdetto della Cassazione che, con la sentenza numero 1871, della Terza sezione civile, depositata oggi, condanna lo Stato al risarcimento. Per la Corte, “da un lato è abbondantemente e congruamente motivata la tesi del missile accolta dalla Corte d’Appello di Palermo”.

In quel maledetto aereo viaggiavano 5 castelvetranesi, Giovanna Lupo, Francesca Lupo e 3 bambini, figli di quest’ultima.

In particolare, la terza sezione civile ha convalidato la decisione della Corte d’appello di Palermo dell’anno scorso che aveva dato il via libera ai risarcimenti, condannando dunque il ministero della Difesa e dei Trasporti a risarcire i familiari. Nella pronuncia di oggi, la Corte afferma che “non c’è dubbio che le amministrazioni avessero l’obbligo di garantire la sicurezza dei voli“. Inesistente anche la questione della prescrizione visto che, come spiegano gli ermellini, “è ravvisabile la sussistenza del reato aviatorio colposo”.

In conclusione, la Suprema Corte spiega che “l’attività volta a garantire la sicurezza della navigazione aerea civile è pericolosa quando risulta esercitata in condizioni di anormalità”. Da qui l’ok al risarcimento per i familiari delle vittime.
“Adesso cerchiamo di leggere anche questa sentenza per vedere quali passi avanti si siano fatti sulla strada della verità. Certamente, le famiglie e l’Italia aspettano ancora una parola definitiva, la Cassazione potrebbe averla data” ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.

Non poter mai sapere verità sulle stragi – scrive Nichi Vendola su Twitter – è una delle malattie del nostro Paese. Bene quindi decisione Cassazione su Ustica: un po’ di luce.

”Bene la sentenza della Cassazione sulla strage di Ustica – dichiarano in una nota congiunta Paolo Ferrero e Giovanni Russo Spena di Rifondazione Comunista -, ma da 32 anni mancano giustizia e verità su quanto accadde, sui depistaggi da parte di settori dello Stato, sulle stragi come sui rapporti tra mafia e politica. Bisogna abolire completamente il segreto di Stato per far luce su Ustica come sugli altri aspetti oscuri della storia del nostro Paese”.

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La Cassazione oggi, dopo 33 anni – dichiara Giorgia Meloni, fondatore di ‘Fratelli d’Italia – Centrodestra nazionale’ -, riconosce finalmente che Ustica fu una strage procurata da un missile e che quel governo della Prima Repubblica coprì e tentò di depistare le indagini. Un governo che evidentemente non faceva gli interessi dell’Italia, ma quelli di alcune potenze straniere, responsabili di quel tremendo atto terroristico. Ciò dimostra come l’Italia in quel periodo fu succube inerte di poteri forti che premevano dall’esterno.

”Lascia allibiti l’incapacità dello Stato di difendersi in un giudizio civile – dice il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica all’Adnkronos -, soprattutto dopo che la Cassazione penale aveva consegnato alla storia un giudizio diametralmente opposto”.”Con questa sentenza -avverte Tricarico- scopro che ai tanti poteri oscuri dell’Italia bisogna aggiungere il ‘Partito del Missile’, in grado di far prevalere presso un giudice monocratico quella stessa tesi che il lunghissimo procedimento penale aveva rigettato come fantascienza”. ”Il prezzo di questa sentenza – aggiunge l’ex consigliere militare a palazzo Chigi con i governi D’Alema, Amato e Berlusconi- non si misurerà soltanto in milioni di euro, ma in perdita di credibilità per lo Stato tutto”.

“Si può tirare un sospiro di sollievo su questa sentenza, che finalmente mette la parola ‘fine’ alla vicenda” dice all’Adnkronos il giudice Rosario Priore, protagonista dell’inchiesta sulla strage nei cieli di Ustica.

“La sentenza definitiva della Cassazione secondo cui ad abbattere il Dc9 dell’Itavia è stato un missile – fa notare il giornalista Giampiero Marrazzo, direttore dell”Avanti!’ e autore insieme al collega Gianluca Cerasola del film inchiesta dal titolo ‘Sopra e sotto il tavolo’ -, coincide perfettamente con la tesi, affermata dal Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, nell’inchiesta da me condotta e nel procedimento portato avanti dall’avvocato Daniele Osnato, legale dei familiari delle vittime di Ustica”.

PUBBLICATO IN DATA 29 GEN 2013

fonte. Adnkronos/Ign