Marcello Viola (a sinistra)

Marcello Viola (a sinistra)

Una “Agorà” di solidarietà ai magistrati e ai giudici del tribunale e della procura di Trapani oggetto nell’ultimo periodo di una serie di intimidazioni. Dal procuratore Marcello Viola al sostituto Andrea Tarondo.

Ma anche un momento in cui con le testimonianze da parte di associazioni e soggetti della società civile si vuole chiedere alla commissione nazionale antimafia di accendere un riflettore sul territorio trapanese dove l’inquinamento mafioso ogni giorno di più mostra i suoi effetti nei settori vitali, dalla politica all’economia.

Una “Agorà” per mettere in evidenza che la maggioranza della società civile della provincia di Trapani è contro le mafie, la corruzione, una società civile che chiede il migliore uso dei beni confiscati che davvero nello spirito della legge Rognoni La Torre ritornino “come risarcimento” ai cittadini defraudati.

Molte associazioni della provincia di Trapani hanno deciso di costituire una “rete” di impegno e da alcuni giorni si stanno incontrando per definire un “manifesto” che è previsto venga presentato in occasione di una manifestazione che si terrà il prossimo 10 gennaio a Trapani.

Tante le sigle che hanno aderito ma anche professionisti e imprenditori che di recente hanno detto di “no” alla mafia e alle sue richieste, come gli imprenditori Nicola Clemenza ed Elena Ferraro. Nel pomeriggio una riunione alla Calcestruzzi Ericina Libera, anche questa tra gli aderenti, occasione, dicono i promotori, per definire l’elenco delle adesioni e il “manifesto” che si vuole proporre alla cittadinanza trapanese.

tratto da un articolo di Laura Spanò per Repubblica.it