[di Giovanni Siragusa per Smartweek] Palermo, capitale della Cultura 2018: ha vinto la bellezza della sua storia. La città che non ti aspetti, quella che ogni volta nominata rievoca etichette malsane, scomode verità e spiacevoli pregiudizi.

E invece, Palermo la spunta, acciuffando il primato tra le ultime dieci finaliste. Affascinante, misteriosa e intrigante. Al contrario di altre città, Palermo ha saputo preservare la propria originalità nel corso del tempo.

Se le grandi città italiane ed europee, stanno inseguendo progetti civici uniformi, la cui omologazione sta accorciando le differenze identitarie, al contrario Palermo si presenta come una città originale.

Ed è con originalità che questa città andrebbe visitata e apprezzata. Fare un giro per Palermo vuol dire farsi sedurre dalla bellezza dei suoi monumenti, dal clima gentile, dai sapori e dai colori dei mercati di Ballarò, della Vucciria e del Capo, dai profumi che escono dalle cucine dei ristoranti, ma anche dagli odori del popolare street food.

Una città che nonostante un passato sociale travagliato, riesce ad accoglierti con l’animosità dei bar, il soffio della brezza marina, e con il suggestivo, ma anche alternativo, modo di vivere della città dei palermitani. E dalla spiccata voglia di vivere, il centro storico ha cambiato passo negli ultimi anni, integrando il fascino della storia, il decoro urbano e la movida notturna. L’offerta dei locali destinata ad un pubblico giovanile è cresciuta con qualità.

Così, diventa piacevole sorseggiare un Nero d’Avola all’Enoteca Buonivini, accompagnato da prodotti tipici d’eccellenza. Tra una visita e l’altra, è apprezzata la sosta per un aperitivo al Vespa Cafè o al Siciliano, a pochi passi dal Teatro Massimo. E per chi abbia voglia di fare qualche salto può trovare spazio al Cantavespri, da cui a piedi è anche facilmente raggiungere il locale Ciccio Passami l’Olio: qui potrete assaggiare la pizza con la farina integrale siciliana “Tumminia” condita con l’olio extravergine d’oliva a base Biancolilla e Nocellara. Da qui potrete scoprire piazza Magione, nel quartiere della Kalsa, una delle cornici più suggestive di Palermo, un tempo luogo frequentato da Falcone e Borsellino.

E se le vie enogastronomiche e della movida ripercorrono la storia, l’offerta culturale della città insegue una patrimonio artistico maestoso, millenario ed eterogeneo. Gli imperdibili sono sicuramente la Cappella Palatina e la cattedrale dei Normanni, ma non sono da meno: Palazzo Abatellis, il Gam, il teatro dell’opera dei Pupi, Palazzo Riso e infine Palazzo Steri; in quest’ultimo è custodita “La Vucciria”, l’opera di Renato Guttuso che racchiude in sé l’identità palermitana. E’ chiaro che in questa virtuosa competizione abbia vinto la storia, ma adesso speriamo vinca anche il futuro.

Articolo di Giovanni Siragusa per Smartweek.it

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