in foto: Giovanni Bilello, Maria Grazia Pisterzi, Angelo Franzò

Grandissimo riconoscimento a livello internazionale per il giovane chef Angelo Franzò, prima segnalato dalla Chef Maria Grazia Pisterzi e poi reso discepolo, nella cerimonia di intronizzazione tenutasi ad Anagni (FR) il 25.10.2011, del famoso ‘Ordine internazionale dei discepoli di Auguste Escoffier‘, il sodalizio dedicato al cuoco di lusso francese di fine Ottocento.

I nuovi discepoli sono stati investiti della classica fascia rossa bordata di giallo ed una padellina sovrapposta che il sodalizio assegna, insieme al distintivo e diploma, agli chef più meritevoli. Un grande riconoscimento, considerando la rilevanza a livello internazionale dell’associazione che può vantare sedi di rappresentanza in tutti i cinque continenti

Durante la cerimonia di intronizzazione il Delegato per l’Italia dell’Ordine, Francesco Ammirati, con queste parole ha introdotto lo chef Angelo Franzò “ Un giovane chef che è entrato in punta di piedi nel mondo dell’arte culinaria. Con sacrificio e dedizione, nel corso degli anni, ha sviluppato appieno le sue innate qualità riuscendo a proiettare originalità e creatività nella realizzazione dei suoi lavori, apprezzati tanto nell’ambito della ristorazione quanto nel più ricercato settore del banqueting e catering.”

Storia di Auguste Escoffier
Escoffier nacque in una modesta famiglia e a soli tredici anni abbandonò gli studi per andare presso la trattoria dello zio a Nizza, dove lavorò come lavapiatti ed aiuto cuoco. Presto il giovane George Auguste si accorse di avere una grande passione per la gastronomia e finì per abbandonare lo zio intraprendendo varie esperienze presso hotel e ristoranti, fra i quali anche il Petit Moulin Rouge di Parigi. Dopo la pausa della guerra sotto l’impero di Napoleone III, dove per la sua esperienza gastronomica fu destinato alle cucine militari, fondò un suo ristorante che conquistò una rinomanza internazionale. Curiosamente la carriera del cuoco francese si svolse prevalentemente in Inghilterra, dopo l’incontro con Cesare Ritz. Escoffier sosteneva che la “grandeur” della cucina francese era dovuta alle salse e la sua abilità fu di comprendere il cambiamento dei ritmi della vita moderna, sostenendo la necessità di un servizio rapido e di una cucina priva di orpelli. Credeva che la gastronomia dovesse essere scientifica, curata con metodo e praticata con estrema semplicità, valorizzando il sapore dei cibi, che dovevano essere anche leggeri e digeribili. Secondo lui un menù non era soltanto una lista di un certo numero di pietanze, ma doveva essere un raggruppamento armonioso di cibi. Escoffier, con un senso organizzativo davvero unico razionalizzò anche la divisione dei compiti nella “brigata” di cucina e la ristrutturò in funzione della rapidità, schema organizzativo rimasto in uso nei grandi alberghi fino agli anni sessanta. A Nizza presso il museo a lui dedicato ha la sua sede principale L’Ordre International des Disciples d’Auguste Escoffier, un’associazione di cuochi professionisti che ha come scopo precipuo di esaltare il buon nome e le tradizioni della cucina classica, mentre sedi di rappresentanza sono presenti in tutti i cinque continenti. Il Presidente internazionale è Monsieur Biffi di Parigi, il delegato per l’Italia è Francesco Ammirati.