Ospedale Castelvetrano

Il Giudice della sezione penale distaccata di Castelvetrano del Tribunale di Marsala, in composizione monocratica, Dott. Matteo Giacalone, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Paolo VAVARO (difeso dall’avv. Franco Messina) e Carlo Salvatore BARRACO (difeso dall’avv. Francesco Sammartano) per non aver commesso il fatto di reato, così come in favore degli altri paramedici Anna Maria CATANIA (difesa dall’avv.ti Lentini e A.R. Perrone), Anna ELIA (difesa dall’avv. Giuseppe Ferro), Dorotea CUSUMANO (difesa dall’avv.ti W.Marino e Angelo Pizzitola) e l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione per altri due imputati chirurghi del nosocomio castelvetranese Francesco BURRAFATO, Aurelio CANGEMI (difesi dall’avv. C. Cardinale), gli ultimi cinque componenti dell’equipe medica che nel lontano 28 settembre 1999, nel corso di un intervento chirurgico per l’asportazione di calcoli alla colecisti, nella sala operatoria A dell’ospedale di Castelvetrano, si assume abbiano lasciato una garza chirurgica nell’addome della paziente sig,ra Grazia TITONE e tutti imputati di lesioni colpose gravi.

Sin dall’udienza preliminare del marzo 2006, gli infermieri VAVARO e BARRACO, protestarono la loro assoluta estraneità ai reati loro contestati, affermando di non essere stati presenti in quella sala operatoria al momento dell’intervento, ma di essere stati di turno nella sala operatoria B accanto a quella incriminata, ove contestualmente si svolgeva intervento chirurgico ortopedico sull’anca di altro paziente maschio.

Sono state necessarie quasi trenta udienze istruttorie, alcune consulenze medico legali, una corposa produzione documentale sanitaria ed un numero imprecisato di testimoni a difesa, per dimostrare ciò che avrebbe potuto appurarsi attraverso il semplice interrogatorio di quei testi, la cui testimonianza ha dimostrato che i due infermieri Vavaro e Barraco non erano presenti in quella sala operatoria, ma in quell’altra accanto. Vi era stata persino la dichiarazione liberatoria della stessa parte offesa che aveva anche lei escluso la presenza dei due al suo intervento, ma ciò non è stato giudicato prima della verifica dibattimentale sufficiente.

Dopo dodici anni di processi il Giudice penale ha accolto la tesi dei difensori dei due infermieri imputati Avv.ti  Franco Messina e Francesco Sammartano che hanno  fortemente sostenuto l’assoluta innocenza dei loro clienti che sono stati finalmente assolti per non avere commesso il fatto del 1999, così come assolti con la medesima motivazione gli altri paramedici Catania, Elia, Cusumano, il cui nutrito collegio difensivo composto dagli avvocati Lentini, Perrone, Ferro, Marino e Pizzitola hanno sollecitato ed ottenuto il provvedimento giudiziale liberatorio.

L’avv. Franco Messina afferma: “Questa ennesima vicenda giudiziaria, stavolta fortunatamente finita bene, offre il segno dell’assoluta insensibilità della macchina di amministrazione della giustizia italiana che mostra la sua esasperante lentezza, troppo spesso dovuta all’eccessiva burocratizzazione delle vicende umane che rimangono ai margini del processo penale; sarebbe davvero bastato molto poco per evitare ben dodici lunghi anni di processi e decine di udienze con testimoni, per scoprire che i due infermieri Vavaro e Barraco non si trovavano neppure in quella sala operatoria, ma in quella accanto.”