“Storie troncate, storie radicate” nasce da un incontro tra il Club Unesco di Aquileia ed il Club Unesco del Comune di Castelvetrano-Selinunte trenta sinuose ed eleganti lampade-sculture in legno che verranno ospitate, dal 30 giugno, nel giardino del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia dopo un’istallazione di grande successo e suggestione effettuata nel parco archeologico di Selinunte.

Un evento che apre una sinergia non solo tra i due Club Unesco ma anche tra due Città, Aquileia e Castelvetrano-Selinunte e tra due regioni, il Friuli Venezia Giulia e la Sicilia.

Interesse comune è la gestione delle aree archeologiche, un grande patrimonio culturale da valorizzare, e lo scambio di informazioni e di esperienze su forme innovative di gestione, ma anche il “turismo integrato”, fonte innovativa di sviluppo per il patrimonio agricolo e per il turismo, strettamente legato alla cultura. Argomenti che verranno affrontati in successivi incontri e che vedranno la presenza della Soprintendenza per i Beni Archeologici del FVG, della Fondazione Aquileia, dei Sindaci dei due Comuni, degli assessori alla cultura e al turismo della Provincia di Udine e della Regione FVG e degli assessori al turismo e ai beni culturali e dell’identità siciliana della Regione Sicilia.

Gli incontri, che avverranno nei giorni 31 agosto, 1 e 2 settembre, apriranno un confronto e uno scambio di esperienze proficue e culmineranno nel gemellaggio tra i due Club Unesco, uniti nell’obiettivo di un ampliamento degli orizzonti alla contaminazione culturale.

La mostra, che inaugurata sabato e che aprirà gli eventi successivi, esprime, con la sua collocazione, un inedito connubio tra l’arte antica e l’arte moderna, in una commistione di linguaggi che sottolineano l’unicità del messaggio culturale.

I grandi tronchi di ulivo siciliano, di mandorli e aranci che costituiscono l’opera di Ute Pyka e di Umberto Leone, imballati nella stiva di una nave, come un bottino di pace, attraversano dondolando lo Stretto di Messina, come le merci preziose che un tempo costituivano il flusso di bellezza e di emozioni che i popoli del Mediterraneo sapevano scambiarsi, derogando, con la forza dell’intelligenza, le leggi perpetue dell’ostilità e dell’incomprensione tra i popoli.

Ma qual è l’intimo significato delle trenta sculture che raccontano anche degli alberi della famiglia Varvaro, vecchi possidenti terrieri che hanno vissuto di agricoltura fino agli inizi del 1970, in provincia di Trapani?

“Storie troncate, storie radicate” è un progetto artistico itinerante di racconti e sculture ideato dai due artisti siciliani, Ute Pyka e Umberto Leone, che hanno fondato la loro ricerca sul rapporto uomo-natura e che lavorano con le storie degli alberi da cui ricavano le loro sculture.

Naturalmente, è ovvio, gli alberi non parlano, ma la loro storia è conosciuta, e può essere raccontata da quelle persone che con l’albero hanno stretto un rapporto particolare, che hanno vissuto sotto la loro ombra e la cui vita si è intrecciata con quella di questi giganti del mondo vegetale. E’ questa la premessa del progetto Uomini e Alberi, storie troncate-storie radicate che si avvarrà, per i racconti, della collaborazione di alcuni tra i più noti scrittori italiani.

Da sempre l’essere umano vive, e sopravvive, grazie anche agli alberi che sono stati non solo materia e cibo ma anche fonte d’ispirazione. Attorno all’albero l’uomo ha cominciato a sviluppare la propria spiritualità, le religioni, i primi segni e quindi la scrittura. Nella vita contemporanea, però, questo legame così stretto si è guastato proprio a causa dell’uomo, che sembra aver smarrito la propria direzione. La ricerca dei due artisti vuole essere un contributo per ricostruire e ristabilire un rapporto più profondo e spiritualmente più radicato con questi giganti del mondo vegetale, indispensabili alla vita di tutto il pianeta.
Il mondo contemporaneo si è abituato a pensare agli alberi come presenze immobili. Gli alberi, invece, sono esseri in continuo movimento, il cui sviluppo è il risultato di una stratificazione di eventi che raccontano il tempo trascorso e i suoi effetti. Conoscere ciò che un albero ha vissuto durante la sua vita può aiutarci a capire perché ha sviluppato quella particolare forma e quelle particolari venature, sostengono gli artisti. Non sono soltanto gli eventi atmosferici a contribuire alla forma di un albero. Ormai è noto che le piante hanno simpatie e antipatie, comunicano tra di loro e… partecipano alla vita che si svolge loro attorno. Sicuramente anche tutto ciò contribuisce e influenza la loro forma fisica, proprio come accade agli esseri umani.

Le opere di Umberto Leone, nato a Castelvetrano nel 1961 e di Ute Pyka, nata a Francoforte nel 1957, sono presenti nelle collezioni di importanti musei e fondazioni, come la Fondazione Orestiadi di Gibellina e la Fondazione Presti-Fiumara d’Arte di Castel di Tusa e al Palazzo Reale di Giordania. Sono stati premiati dalla rivista I.D. Magazine (New-York) e dalla Fondazione Buttitta (Palermo).

La loro particolare tecnica di lavorazione del legno viene impiegata anche per la creazione di mobili-oggetti-scultura che, al salone Internazionale del Mobile di Milano, ottengono numerosi riconoscimenti dalla critica e dal mercato anche oltre i confini nazionali

Data: Da Sabato 30 Giugno a Domenica 2 Settembre 2012
Prezzo: gratuito