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Sarebbero numerosi i risparmiatori coinvolti nel progetto di “interessi facili” indicato da un gruppo di ipotetici promotori finanziari di Castelvetrano che attraverso l’apertura di alcuni conti correnti bancari garantivano utili molto superiori agli interessi di banca.

Con il “Forex trading” veniva proposto ai possibili utenti, di investire i risparmi con la prospettiva di conseguire alti profitti, apparentemente senza correre alcun rischio per il capitale iniziale, in operazioni di borsa e monetarie sui mercati internazionali. Troppo facile, ed effettivamente i “broker” Giovanni Carpino, Giacomo Carpino hanno , come spiegato nella denuncia–querela presentata alla Procura della Repubblica di Marsala, da diversi “malcapitati” in data 31 luglio 2013, attraverso questo sistema distribuito nei primi anni, dei lauti ritorni economici sui fondi investiti.

Dopo il “periodo aureo”, per decine e decine di risparmiatori che avevano “creduto” in questo straordinario meccanismo generatore di profitti senza sudare tanto, sono arrivati i i venti freddi e cupi della delusione. Da mesi, non arrivano più interessi sul capitale. Il sistema, che aveva ben funzionato, da qualche mese, all’improvviso, s’inceppava. Cominciano le telefonate. I promotori rispondono : “La crisi delle borse. E’ un momentaccio. Pagheremo”

Qualche risparmiatore comincia a temere il peggio. Vuole indietro il capitale. Macchè, nulla da fare. Ne soldi ne altro. Gli interessati sono tanti e non solo di Castelvetrano. Tra di loro cominciano a riunirsi per capire cosa sta succedendo. C’è gente che ha messo nel sistema i risparmi di una vita. La tensione è alta. Dopo diversi consulti, alcuni risparmiatori, cominciano a rivolgersi a dei legali, fino a pervenire alla denuncia.

I capitali investiti sarebbero diversi milioni di Euro. Coinvolti nel pacchetto finanziario gestito dai broker Carpino, tanti professionisti, ma anche semplici impiegati che avrebbero investito i risparmi di una vita. Adesso, tutto passa nelle mani degli inquirenti che dovranno stabilire eventuali responsabilità e chiarire le dinamiche operative del sistema del risparmio gestito attraverso i Carpino.

La preoccupazione per i coinvolti è notevole. Ci sono castelvetranesi che hanno affidato loro, somme cospicue, anche svariate decine di migliaia di Euro. Difficile stimare il danno complessivo. Anche se alcune indiscrezioni riferiscono di milioni di Euro inghiottiti dal sistema “interessi facili”. Nella denuncia si parla di sistema “Ponzi” il famigerato sistema finanziario mediante cui si raccolgono soldi promettendo dividendi elevati che in realtà provengono da nuovi aderenti allo schema finanziario secondo un sistema piramidale.

Secondo i denuncianti, tale metodo sarebbe alla base dell’operazione finanziaria condotta dai Carpino. Inoltre, i firmatari della querela indicano oltre a possibili reati in violazione degli art. 640 c.p; 348 c.p. e 416 c.p. anche l’abuso della professione quali promotori dei Carpino. Una vicenda oscura che dovrà essere chiarita dalle indagini.

“Non è truffa, investimenti sbagliati”

In un articolo di Elio Indelicato per il Giornale di Sicilia di oggi, domenica 6 ottobre, i fratelli Carpino si difendono

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da sininistra: Giovanni e Giacomo Carpino

I soldi sono stati inghiottiti dal mercato finanziario. C’erano degli accordi privati per la distribuzione dei profitti che erano interessanti. Abbiamo sbagliato in alcune operazioni finanziarie pe cui recuperare i soldi e restituirli è molto difficile.

Chiediamo scusa ai nostri genitori, ai parenti e agli amici che si sono fidati di noi. Anche i nostri genitori sono “vittime” dei nostri investimenti. Stanno vendendo la casa per ripartire. Se fosse stata un’operazione truffaldina come si dice in giro, non avremmo coinvolto parenti e amici.

Schema Ponzi – fonte Wikipedia

Lo schema Ponzi (spesso confuso con il marketing piramidale o il marketing multilivello) è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa.

La tecnica prende il nome da Charles Ponzi, un immigrato italiano negli Stati Uniti che divenne famigerato per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione. Ponzi non fu il primo a usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome. Con la sua truffa coinvolse infatti 40 000 persone e, partendo dalla modica cifra di due dollari, arrivò a raccoglierne oltre 15 milioni.