Il futuro occupazionale di circa 160 lavoratori dell’aeroporto civile di Trapani Birgi è a rischio a causa della temporanea chiusura dello scalo trapanese, determinata dalla necessità della vicina base dell’aeronautica militare per l’intervento in Libia. I sindacati lanciano l’allarme e avvertono che i lavoratori potrebbero passare a forme eclatanti di protesta.

Nel pomeriggio nei locali dell’Airgest, la società che gestisce lo scalo di Trapani Birgi, si è tenuto un primo incontro tra sindacati confederali e amministrazione provinciale. La chiusura dell’aeroporto civile “Vincenzo Florio”, annunciata per ora fino al prossimo 18 giugno (ma revocabile o prorogabile in qualunque momento) compromette l’impiego di 60 lavoratori a tempo indeterminato e 9 a tempo determinato, oltre a 90 lavoratori interinali.

“Abbiamo fatto il punto della situazione -spiega Mimma Argurio, segretario provinciale della Cgil- in vista di un incontro che avremo domani a Palazzo Riccio di Morana, sede di rappresentanza della Provincia regionale di Trapani, ma il nostro obiettivo e’ intanto ottenere l’istituzione di un tavolo in prefettura per monitorare la situazione. Chiediamo le ferie non godute del 2010 per i lavoratori a tempo indeterminato, prima di una eventuale cassintegrazione straordinaria, mentre per gli interinali dobbiamo vedere se riusciamo a trovare disponibilita’ occupazionali presso l’aeroporto di Punta Raisi”.

Per Giovanni Angileri, segretario provinciale della Uil, “sono stati fatti sacrifici enormi dal territorio per rilanciare il turismo attraverso questo aeroporto e l’attuale condizione rischia di vanificare tanti sforzi fatti. Non ci puo’ essere attenzione solo per la base militare e non per le conseguenze che comporta per il territori”. All’incontro di oggi pomeriggio hanno partecipato anche il segretario provinciale della Cisl Giovanni Marino e quello del sindacato trasporti della Cisl Giovanni Montana, oltre ai rappresentanti regionali dei tre sindacati confederali.