Giuseppe-Coccellato

civico 167 di via Garibaldi

segue aggiornamento di domenica 13 ottobre

Sarà l’autopsia, che dovrebbe essere eseguita oggi all’obitorio del cimitero dal prof. Paolo Procaccianti, direttore dell’istituto di Medicina legale di Palermo, a svelare la causa del decesso del 53enne Giuseppe Coccellato, trovato morto giovedì sera, intorno alle 19,30, nella sua casa del civico 167 di via Garibaldi, in pieno centro abitato.

L’ispezione cadaverica effettuata dal medico legale, infatti, non avrebbe sciolto i dubbi sulla morte dell’uomo che aveva ferite lacero contuse in varie parti del corpo. Inoltre, i carabinieri della Compagnia, che sull’accaduto hanno aperto un fascicolo di indagine, hanno trovato macchie di sangue in più stanze e la casa a soqquadro.

La porta d’ingresso non era forzata. Si potrebbe trattare di una rapina finita nel sangue o di un regolamento di conti nell’ambito della piccola criminalità con qualcuno che il 53enne conosceva e che ha fatto entrare nella sua abitazione. L’uomo, però, potrebbe averla voluta fare finita con la vita dopo che con la morte, lo scorso 27 agosto, del padre Francesco era rimasto da solo o si è sentito semplicemente male e non è stato in grado di chiedere aiuto? Sono interrogativi ai quali i militari dell’Arma in queste ore stanno tentando di dare una risposta sentendo anche persone che conoscevano Giuseppe Coccellato.

Sono stati dei vicini di casa che sentivano guaire il cane del 53enne a dare l’allarme preoccupati del fatto che non rispondeva. Sul posto sono stati fatti arrivare i vigili del fuoco i quali, entrando nell’appartamento, dopo avere trovato il cadavere dell’uomo al primo piano dell’immobile, hanno avvertito i carabinieri che già giovedì sera hanno effettuato un primo sopralluogo per le rilevazioni scientifiche che hanno proseguito anche ieri con i colleghi del Reparto operativo.

Coccellato, che per anni ha lavorato nella rosticceria che il padre gestiva in via Garibaldi, a quanto pare, aveva problemi psichici e abusava di bevande alcoliche. Inoltre, aveva qualche precedente. Lo scorso mese di giugno era stato arrestato con un’altra persona dai militari dell’Arma di Campobello mentre era intento a rubare una cinquantina di angurie da un terreno agricolo di contrada Campana nuova s.n.c. e dopo la convalida del provvedimento restrittivo da parte del gip di Marsala era stato posto ai domiciliari.

Aggiornamento di domenica 13 ottobre

L’autopsia eseguita sabato 12 ottobre dal direttore dell’Istituto di Medicina legale di Palermo, Paolo Procaccianti non avrebbe sciolto i dubbi sul decesso dell’uomo. Uscendo dall’obitorio del cimitero il prof. Procaccianti, infatti, si è limitato a dire che le “Cause sono da accertare”. Il medico legale si è riservato, come da prassi, 60 giorni per effettuare ulteriori approfondimenti tramite gli esami tossicologici sui tessuti prelevati dal cadavere di Coccellato che presentava una ferita su una tempia e due grandi ecchimosi a un fianco.

I familiari di Coccellato, intanto, circa la notizia diffusasi sul fatto che fosse tossicodipendente precisano che il problema risaliva a più di 30 anni fa e che ne era uscito disintossicandosi entrando anche in una comunità. Il problema attuale del 53enne era che «di tanto in tanto – dicono – beveva, ma anche quando era ubriaco non era mai violento, anzi era una persona generosa».

Margherita Leggio
per La Sicilia