I giudici della Corte d’appello di Palermo, dopo tre ore di Camera di consiglio, hanno assolto l’ex Presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, confermando cosi’ la sentenza di primo grado.

Per Cuffaro il pg Luigi Patronaggio aveva chiesto una condanna a 13 anni dopo l’assoluzione di primo grado.

I giudici della Corte d’Appello di Palermo, presieduti da Biagio Insacco hanno confermato l’assoluzione di Cuffaro per il principio giuridico ne bis in idem, secondo cui un imputato non puo’ essere condannato due volte per lo stesso tipo di reato. Secondo la Corte d’Appello Cuffaro, che sta scontando una pena definitiva a 7 anni di cercare per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra sarebbe gia’ stato processato per gli stessi fatti.

Nel corso delle sei udienze del processo d’Appello il sostituto procuratore generale Luigi Patronaggio aveva ritenuto che fossero emersi fatti nuovi a carico di Cuffaro, soprattutto dopo le dichiarazioni rese dal pentito Stefano Lo Verso. Una versione che non ha convinto i giudici che hanno accolto la tesi difensiva prosciogliendo l’ex presidente della Regione Siciliana dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Un anno fa il gup Vittorio Anania aveva prosciolto Cuffaro sempre per il principio ‘ne bis in idem’. Cuffaro, che non ha partecipato a neppure un’udienza, non era presente neanche in videocollegamento.

“Leggeremo le motivazioni della sentenza di assoluzione e valuteremo l’eventuale ricorso in Cassazione” ha dichiarato a caldo Patronaggio.

(Adnkronos/Ign)