Nelle prime ore del 20 ottobre u.s., la Polizia di Stato di Sciacca, in collaborazione con militari della locale Arma dei Carabinieri, traeva in arresto in flagranza L. T. A. F., classe 1973, in quanto ritenuto responsabile dei reati di tentato omicidio e sequestro di persona in pregiudizio dell’anziano padre, nonché di resistenza a PP.UU. e lesioni personali nei confronti degli operatori di Polizia Giudiziaria.

Per ottemperare ad una richiesta di intervento, un equipaggio della Volante del Commissariato di P.S. si recava in Via Orti Mori n.1, dove l’attenzione degli agenti veniva richiamata dalle urla di una persona di sesso maschile che invocava richieste di aiuto.

Gli agenti, trovandosi sul pianerottolo dell’abitazione dotata di porta blindata, invitavano gli occupanti dell’appartamento ad aprire la porta udendo, nel contempo, una voce maschile, in evidente stato di alterazione che, rifiutandosi di aprire, proferiva frasi minacciose all’indirizzo dei poliziotti.

In questi concitati momenti, gli agenti intervenuti udivano un’altra voce maschile che, gridando, implorava aiuto, invitando l’aggressore a porre fine alle sue veementi violenze. A quel punto, valutata la gravità della situazione ed il pericolo imminente ed attuale per la vita della persona che continuava a chiedere aiuto e supplicare la clemenza dell’uomo che lo stava percuotendo, gli agenti decidevano di fare irruzione all’interno dell’appartamento sfruttando la presenza dei Vigili del Fuoco che sfondavano la porta blindata dell’ingresso con una cesoia divaricatrice pneumatica. Quindi, i poliziotti si trovavano al cospetto di un uomo, il quale, vistosi sfondare la porta d’ingresso, riusciva con una spranga in metallo a fare forza dall’interno, cercando di colpire gli agenti al fine di farli allontanare dalla porta. Pertanto, gli stessi operatori di polizia si vedevano anche costretti a fare utilizzo dello spray urticante al fine di fare allontanare il soggetto verso l’interno dell’abitazione ed in modo da poter, nel contempo, riuscire ad entrare nell’appartamento e neutralizzare l’azione violenta dell’aggressore il quale, nonostante ciò, si scagliava, con una violenza inaudita, contro gli agenti intervenuti.

Tutti gli appartenenti alle forze di polizia intervenuti riuscivano a raggiungere l’uomo che, nel contempo, cercava di trovare rifugio in una camera, chiudendosi all’interno della stessa; quindi, vistosi braccato l’uomo si scagliava contro gli operatori di polizia sferrando colpi e mettendo in atto tecniche di attacco e difesa di arti marziali, essendone un cultore. Solo grazie all’elevato numero di operatori di polizia presenti si riusciva a contenere l’uomo, nonostante i suoi innumerevoli tentativi di resistenza, evitando così che lo stesso potesse arrecare ulteriori danni a sè stesso e ad altri.

QUESTURA DI AGRIGENTO
UFFICIO DI GABINETTO
COMUNICATO STAMPA