staminali siciliaDavide Vannoni, presidente Stamina Foundation, ha concordato con il Comitato scientifico i termini per il rilascio della metodica Stamina e ha consegnato la relativa documentazione preso la sede dell’Iss. Lo afferma l’istituto superiore di sanita’ in una nota.

VANNONI, ACCUSE ‘NATURE’? SOLLECITATE DALL’ITALIA
“Nature ha pubblicato 5 editoriali contro una fondazione Onlus italiana con 4 dipendenti. Mi sembra una cosa strana e molto particolare. Come me la spiego? Credo siano stati sollecitati dall’Italia, non credo nell’interesse di Nature”, ha affermato Vannoni al suo arrivo all’Iss per la consegna del protocollo.

“Ricordo che si tratta di un editoriale e non di un articolo scientifico- sottolinea Vannoni – e che vengono intervistati sempre gli stessi su o tre scienziati italiani”.

IN SICILIA SARA’ POSSIBILE CURARSI CON METODO STAMINA
Svolta in Sicilia, dove d’ora in poi i malati gravissimi (e non) potranno curarsi con le cellule staminali del metodo Stamina. La Regione siciliana ha, infatti, approvato una risoluzione che individua anche le strutture dove sara’ possibile ottenere le cure secondo la metodica del professor Vannoni. Lo rende noto il Movimento Vite sospese, che da giorni sta manifestando a Montecitorio proprio per la liberta’ di cura con il metodo Stamina.

“Una decisione epocale che ci rende orgogliosi per la battaglia vinta”, commenta Pietro Crisafulli, vicepresidente del Movimento Vite Sospese e presidente dell’associazione Sicilia Risvegli onlus.
“La Regione Sicilia – si apprende in una nota del Movimento- ha tenuto conto dell’evidenza dei risultati positivi del Metodo Stamina su molti pazienti e per questo ha fatto una scelta coraggiosa”, spiega l’avvocato Desiree Sampognaro, “una scelta che arriva mentre molti giudici di fatto condannano a morte tanti bambini negandogli queste cure”. Piu’ in dettaglio, con la risoluzione approvata dalla Commissione Sanita’ dell’Assemblea regionale siciliana, si impegna il governo regionale ad autorizzare due ospedali siciliani, uno a Palermo e uno a Catania, a procedere con il trattamento sperimentale che prevede l’utilizzo di cellule staminali mesenchimali del ‘metodo Vannoni’.

In Sicilia si stima che siano circa 250 i soggetti affetti da patologie rare che potrebbero essere trattati con questo tipo di terapia. Gli ospedali che dovrebbero essere autorizzati ad applicare il metodo ‘Stamina’ sono il “Vittorio Emanuele-Ferrarotto-San Bambino” di Catania ed il “Villa Sofia-Cervello” di Palermo.
Entrambe le strutture dispongono di personale, mezzi e know-how sulla terapia sperimentale in base ad accordi e convenzioni avviate con la Stamina Foundation Onlus e gli Ospedali Riuniti di Brescia. La risoluzione, in particolare, impegna l’assessorato regionale alla Salute ad autorizzare i due ospedali “affinche’ sia attivato entro 30-45 giorni, un laboratorio in ciascuna azienda in grado di produrre, estrarre, trattare e infondere linee cellulari staminali adulte di tipo mesenchimale/stremale per l’utilizzo autologo o eterologo da impiegare nell’ambito della medicina rigenerativa per singoli pazienti senza valida alternativa terapeutica, nel pieno rispetto della normativa vigente e sulla base del principi di scienza e coscienza medica”.
“Sappiano bene che ci sono opinioni contrastanti sull’applicazione di questa terapia – dice Pippo Digiacomo, presidente della commissione Sanita’ all’Ars – ma la Sicilia ha il dovere di dare speranza a decine di famiglie e di pazienti”.

STAMINALI: NELLE URINE CELLULE UTILI PER DIVERSE APPLICAZIONI
La raccolta delle cellule staminali potrebbe diventare cosi’ semplice da richiedere esclusivamente un comune campione di urine. E’ il futuro immaginato da un team di ricercatori dell’Institute for Regenerative Medicine del Wake Forest Baptist Medical Center che ha identificato cellule staminali nelle urine che possono essere trasformate in diversi tipi di cellule. “Si tratta di cellule che possono essere ottenute con un approccio semplice, a basso costo, non invasivo e senza alcuna procedura chirurgica”, ha spiegato Yuanyuan Zhang, autore senior del progetto.

Pubblicato su ‘Stem Cells’, lo studio e’ riuscito a trasformare cellule staminali dalle urine in cellule della vescica. Ma le stesse potrebbero essere utilizzate anche per ossa, cartilagine, grasso, nervi, cellule endoteliali. Una poliedricita’ promettente per l’uso in una vasta varieta’ di terapie.

Queste cellule staminali rappresentano praticamente una fornitura illimitata di cellule autologhe per il trattamento non solo delle condizioni correlate all’urologia, come la malattia renale, l’incontinenza urinaria e la disfunzione erettile, ma potrebbe essere utilizzate anche in altri campi”, ha precisato Zhang. “Potrebbero potenzialmente essere usate per progettare vesciche di sostituzione e altri organi”, ha concluso.