pianto piangereArriva la tragica notizia di un suicidio nel Bangladesh di una bambina di 12 anni, avvenuto quest’estate; a riferire della notizia è l’associazione Terre des Hommes, un’associazione che sta cercando di mantenere più a lungo le bambine nelle scuole, per evitare che siano vendute, maritate, stuprate, ma non sempre l’associazione può raggiungere questi nobili sentimenti di proteggere queste bambine.

Rubina, un nome come tanti, il nome di una bambina sposa che non ha retto a una violenza che la sua famiglia le ha obbligato a subire. In India il fenomeno dello stupro su bambine, giovanissime rientra nei casi di normale amministrazione. In verità normale non può essere, abusare di una bambina, ferirla non sono nel corpo, ma nella sua psiche, ferite che neanche il tempo riuscirà a rimarginare.

Si parla di modernità, di progresso, di evoluzione della società, ma dov’è questo progresso, dov’è la società che si migliora, quando casi come quello di Rubina nel mondo si ripetono ogni giorno. Non tutti sanno, molti non vogliono sapere, ma ogni tanto al di là delle notizie banali, di notizie che non sanno di nulla, questa notizia può farci comprendere in che mondo viviamo e che società stiamo costruendo per i giovani che verranno.

L’errore di Rubina, essere nata in una famiglia povera. La famiglia di Rubina per evitare che potesse fare la fine di molte sue coetanee, stuprate e a volte uccise, decide di darla in sposa a un uomo adulto, pagando anche una dote, perché è così che si fa nel suo paese. Avere una figlia femmina è proprio “una disgrazia” per queste famiglie, anche se per via dell’età di Rubina la famiglia ha per così dire uno sconto, dovrà offrire una dote minore. Rubina va in sposa a quest’uomo ricco, non penso che sia il massimo per una bambina di 12 anni.

Pochi giorni prima frequentava una scuola, grazie all’azione umanitaria dell’associazione Terre des Hommes, ma a nulla è valso, neanche l’intervento del maestro che avendo percepito cosa stesse succedendo cercava di intervenire per dissuadere la famiglia, ma Rubina va in sposa a un uomo adulto e ricco. Non passerà tanto che Rubina in un momento in visita nella famiglia di origine troverà nella morte l’unica soluzione ai suoi problemi, problemi seri. I problemi di Rubina non erano i capricci di chi non può far tardi il sabato notte, di chi si vede negato il consenso a un motorino o a un tatuaggio, Rubina voleva solo vivere per la sua età. E’ stata privata della sua fanciullezza, della sua spensieratezza, della sua voglia di vivere.

In un mondo, dove gli interessi prevalgono sui diritti umani, non c’è progresso, non è una società sana, non è un mondo dove i deboli sono protetti e difesi. Ogni giorno in India circa 20.000 ragazze al di sotto dei 20 anni diventano madri, molte al di sotto dei 15 anni muoiono o durante i primi rapporti con questi mostri, o durante le complicazioni da parto. Tutto è triste, ma deve farci riflettere su quale piega sta prendendo il mondo.

Le bambine vendute, rese schiave, violentate, stuprate, cacciate da casa perché hanno la colpa di aver subito delle violenze, sono realtà che sembrano distanti dai nostri contesti tranquilli e ignari, ma sono fatti che accadono nello stesso mondo in cui tutti abitiamo. Al di là delle singole riflessioni, ciò che resta di questa triste storia è che Rubina non è stata la prima sposa bambina a mettere fine alle sue sofferenze e, purtroppo, non sarà neanche l’ultima di queste atrocità.

Articolo di Mariella Pompei