Dopo nove repliche saluta il pubblico del Selinus il musical “Il Mago di Oz” che ha riportato sulla scena la tradizione garbata e contenutistica della grande letteratura anglosassone. Scritto da Frank Baum, il romanzo originale contiene plurime chiavi di lettura che spaziano dal sociologico al politologico. Poi, nel 1934, venne girato il film che ha incantato intere generazioni, con la splendida Judy Garland.

I Maturandi del Liceo Classico di Castelvetrano hanno avuto molto coraggio nel cimentarsi con uno spettacolo che prevede una serie di difficoltà notevoli, sia per l’approccio interpretativo dei personaggi, sia per la conformazione orchestrale delle musiche che, non realizzate con strumenti elettronici, ma in una preziosa e rara incisione della London Simphony Orchestra, rappresentano davvero una sfida per ogni cantante. In quest’avventura sono stati amorevolmente accompagnati dal Gregorio Caimi e da Debora Messina, per il coordinamento musicale, e da Giacomo Bonagiuso, per la regia.

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Foto di SPORTFOTO (Mazara del Vallo)

Castelvetrano ha risposto con grande partecipazione all’invito a teatro fatto dai volenterosi ragazzi del “Pantaleo”: le nove repliche, con grande successo di pubblico, hanno visto alternarsi, sulla platea del Teatro Selinus, anche i giovanissimi delle Scuole Elementari, delle Medie e anche qualche ospite dei Comuni viciniori: tutti incantati dalla bellezza della storia, dalla regia, dalle luci, ma soprattutto – ed è questo il segreto di ognuna delle 55 Riviste che hanno segnato la storia del teatro castelvetranese – dalla capacità di rappresentare messa in campo dai giovani, che sembravano attori navigati, a perfetto agio nei panni del Leone, dell’Uomo di Latta, dello Spaventapasseri, delle Streghe, dei buffi abitanti delle Città dei Mastichini o di Smeraldo.

Un’avventura che ha elargito in scena tanti sorrisi, tanta “luce” – come ha detto in scena, ai saluti, il regista Bonagiuso – ma anche qualche lacrima di commozione e di nostalgia. Infatti, come sempre accade, una Rivista è il crocevia di incontri, amicizie, difficoltà, prove collettive, unioni gruppali… E questo “Mago di Oz” è stato davvero un esempio assoluto di coesione e di determinazione: resta il messaggio forte dello spettacolo, rivolto a “tutti i giovani di cuore” come ha ricordato nella presentazione una delle liceali. “Nessun posto è bello come casa propria”, laddove però questa “casa” sia intesa come un luogo dell’anima, nel quale realizzare i propri sogni, lottando per essi, senza fughe e senza sospensioni.

Chissà che i liceali non volessero per un attimo pretendere una Terra migliore senza la condanna di dover quasi sempre fuggire per un percorso di studi efficace, in grado di rendere possibili i loro legittimi sogni?

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GALLERY FOTO realizzata da SPORTFOTO (Mazara del Vallo)