Echeggia il successo della serata colma di emozioni che si è svolta giovedì al teatro Selinus per la Giornata Internazionale della Donna. Con una introduzione iniziale da parte della musicista Angela Leone sulle note della celebre colonna sonora “La vita è bella”, il Club per l’Unesco di Castelvetrano Selinunte e l’Associazione Palma Vitae hanno celebrato l’evento “Bellezza e BenEssere”, coinvolgendo donne testimoni di coraggio, impegno e determinazione.

Donne impegnate in percorsi di chemioterapia, donne che cercano un’affermazione della propria creatività, ragazze, esempio per i coetanei, che affrontano con fermezza le problematiche adolescenziali.  Momento significativo ed emozionante è stata la presentazione della giovane castelvetranese, Giulia Cudia, vincitrice con un suo scritto al concorso letterario nazionale Fand, prima classificata nella sezione under 16.

“L’Evento – dichiara la psicologa Giusy Agueli, presidente di Palma Viate – è stato realizzato per promuovere un messaggio di Bellezza e Ben-Essere come cura in situazioni di difficoltà quali quelle di un percorso di malattia. Un messaggio sociale per tutte quelle donne che in un momento particolare della loro vita si trovano ad affrontare una battaglia dove la cura di sé può diventare un importante strumento per vincerla”.

Nel corso della serata, in un crescendo di emozioni dai diversi volti, sono intervenuti la dott.ssa Elisa Borbone, componente della Commissione Straordinaria del Comune di Castelvetrano, il dott. Liborio Di Cristina, Responsabile dell’Unità Operativa Oncologica P.O. Castelvetrano, e l’estetista Grazia Urso, specializzata Apeo per persone in terapia oncologica.

“La scelta dell’argomento – spiega il presidente del Club per l’Unesco, Nicolò Miceli – è nata dall’osservazione del fenomeno nella realtà circostante, che si completa di una riflessione più profonda proprio per queste donne che con le loro testimonianze e con i loro vissuti, fanno comprendere come una malattia, quale il tumore, possa annientare la persona anche senza ucciderne il corpo. La riflessione dovrebbe portare al centro dell’attenzione l’educazione a riappropriarsi del proprio corpo con amore, facendolo diventare un punto di forza”.

In una cornice di positività e speranza, grazie anche alla suggestiva scenografia curata dal Polo di Sviluppo Turistico Integrato Pandorathon, tra bandane e turbanti colorati ed eccentrici, le testimonianze rese hanno espresso le diverse sfumature dell’essere donna.
Il Centro Estetico Doan e la Compagnia della Bellezza di Gaspare Salluzzo, partners dell’evento, hanno offerto a tutte le donne, in trattamento oncologico, la possibilità di fare dei trattamenti estetici gratuiti, presso il centro, ogni sabato del mese di marzo. “Il nostro contributo – afferma Gaspare Salluzzo – è rivolto a tutte quelle donne che a causa della malattia stanno vivendo dei disagi dal punto di vista estetico per la conseguente perdita massiva dei capelli. Attraverso il nostro operato consigliamo, oltre l’uso delle classiche parrucche, anche l’applicazione di accessori per la realizzazione di gradevoli turbanti e bandane”.

La bellezza è stata espressa, inoltre, con una singolare sfilata dalla presentazione in anteprima della nuova collezione di borse, linea intitolata “Araba Fenice”, interamente realizzate a mano, dalla sartoria sociale Palma Vitae Bags, disegnate e dipinte, con estro e maestria secondo il tema della donna e della rinascita. La serata è stata allietata anche da un sorteggio offerto dalla 
Banca Mediolanum di Campobello di Mazara, presente con Francesco Ciravolo, che ha messo in palio, dopo averla acquistata per sostenere il progetto di Palma Vitae, una borsa della nuova collezione. A vincere la borsa e un bracciale due tra le donne presenti in sala.
Una serata dedicata alle donne, con l’impegno di mantenerle al centro dell’attenzione tutti i giorni dell’anno, conclusasi con un intenso momento musicale del quartetto di flauti “Ensamble Syrinx”, del conservatorio di Palermo, che hanno eseguito con maestria delle celebri arie.


L’Addetto Stampa

Club per l’Unesco
di Castelvetrano Selinunte

Irene Cimino