E’ attesa per oggi la sentenza della Corte d’appello di Reggio Calabria nei confronti di Giuseppe Gulotta, oggi 55enne, accusato della strage alla casermetta di Alcamo Marina.

Correva l’anno 1976. Nel bel mezzo di una notte fredda e piovosa del 27 gennaio un piccolo commando fece irruzione nella casermetta dei carabinieri di Alcamo Marina. Due militari, Carmine Apuzzo ed il castelvetranese Salvatore Falcetta furono uccisi barbaramente nelle loro stanze.

Il primo fu crivellato di colpi mentre dormiva, il secondo, svegliatosi a causa del rumore improvviso, non ebbe il tempo di impugnare la sua pistola.

Giuseppe Gulotta è stato condannato all’ergastolo con una sentenza diventata definitiva nel 1990, il suo nome venne fatto da Giuseppe Vesco, un ragazzo fermato con due armi sull’automobile e ritenuto coinvolto nella vicenda. Dopo diversi anni però l’ex brigadiere Renato Olino ha riferito una serie di circostanze che scagionerebbe il condannato.


Dopo oltre due decenni di carcere, la Suprema Corte nel 2009 ha concesso la revisione del processo. E’ la Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria a doversi pronunciare sulla posizione di Giuseppe Gulotta per la strage di Alcamo.

Nella requisitoria, per la prima volta il procuratore generale Danilo Riva ha chiesto l’assoluzione dell’imputato, alla luce delle novità che hanno portato al nuovo processo.