Sono trascorsi sette anni da quella terribile notte del sisma che devastò L’Aquila, in Abruzzo, che colpì quella terra e la mise in ginocchio. La tragedia si tramutò in lutto per decine di famiglie giovani e bambini, e la casa dello studente, alloggio universitario, diventò il simbolo di un paese sconfitto che a stento ha cercato di riprendersi.

stefania cacioppoQuell’anno castelvetranoselinunte.it, pubblicò un articolo in cui una castelvetranese, Stefania Cacioppo residente proprio alla casa dello studente, fu salvata miracolosamente, purtroppo la stessa sorte non fu così per molti suoi colleghi (clicca per leggere l’articolo). Stefania dormiva nella camera 310, al terzo piano dell’ala crollata della struttura per studenti universitari, in via XX settembre.

Oggi dopo anni di processi, assistita da Wania Della Vigna, Stefania costituitasi parte civile nei processi post sisma assieme ad altri giovani ha ottenuto giustizia, infatti in Cassazione, la corte ha deciso la responsabilità di quattro tecnici, una vittoria che è stata raggiunta dopo sette anni di duro lavoro e la dimostrazione di un vera giustizia che rappresenta la voce di tutti quei giovani che quella notte sono diventate vittime.

Stefania ha voluto fortemente assistere ad ogni momento del processo sentendosi in dovere di rappresentare quella voce che lei stessa porta dentro da tanto tempo, e nonostante ricominciare è stata davvero dura oggi si è laureata in Psicologia proprio a L’Aquila e proprio in quella università che l’ha vista approcciarsi ancora ventenne ad un nuovo mondo.

Oggi ormai è una donna e ha raggiunto il suo traguardo decidendo di dedicare la sua tesi ai suoi fratelli (Rosario e Leo) e ringraziare nella stessa i ragazzi della casa dello studente, i suoi genitori, i suoi parenti oltre che al suo avvocato Wania Della Vigna , diventata per lei punto di riferimento importantissimo e presente anche lei alla cerimonia.