La Corte dei Conti ha scoperto 56 Comuni siciliani che avevano affidato il servizio di riscossione dei tributi a società che poi pur avendo incassato le tasse non avrebbero versato i soldi. Oltre 20 milioni di euro letteralmente spariti.

Come riporta il giornalista Giacinto Pipitone per il Giornale di Sicilia, l’indagine portata avanti dalla Procura della Corte dei Conti, ha scoperchiato un sistema che è alla base della crisi finanziaria di molti Comuni siciliani.

Il Comune di Trapani ha perso così un milione e 919 mila euro, Castelvetrano si è vista soffiare 666 mila euro, Motta Sant’Anastasia 3,9 milioni, Termini Imerese un milione e 340 mila euro. Sono gli incassi di Ici, Imu, Tari e tutti gli altri tributi locali versati dai cittadini.

Per la Corte dei Conti ci sono stati affidamenti diretti e non ponderati che hanno esposto, ed espongono, i Comuni a gravi pregiudizi erariali. In molti casi, come a Castelvetrano, le Amministrazioni Comunali si sono affidate a Tributi Italia, società finita al centro di inchieste in tutto il Paese per lo stesso motivo: soldi incassati e mai versati ai Comuni.

“Negli anni ’90 – scriveva negli scorsi giorni l’ex consigliere Ninni Vaccara – la riscossione dei tributi comunali a Castelvetrano, passa attraverso diverse società private, iniziando da AUSONIA S.r.l, che viene incorporata inseguito nella SAN GIORGIO spa , che poi a sua volta viene fusa con TRIBUTI ITALIA spa , tutte con un altissimo agio di riscossione e tutte con problemi finanziari e di gestione interna che le porteranno al fallimento”

La magistratura contabile ha riconosciuto il danno erariale a carico di Tributi Italia, che quindi è stata condannata a risarcire i Comuni ma questa società risulta fallita e recuperare le somme è praticamente impossibile. Nessuno verserà le tasse dei cittadini nelle casse comunali nemmeno dopo la condanna della Corte dei Conti.