[di Antonio Pizzo per GdS] Giovani migranti africani (“che arrivati in Italia – ha affermato l’avvocato Gianfranco Zarzana nella sua arringa difensiva – ancora non si rendono conto di quello che si può fare e di quello che invece non si può fare”), vengono assoldati dalla criminalità locale per spacciare droga. Anche a minorenni.

E’ questa la realtà emersa nel corso del processo che è stato celebrato in Tribunale, a Marsala, che ha visto la condanna a una pena tutto sommato lieve (nove mesi di reclusione ciascuno e 1200 euro di multa, con sospensione condizionale), per due trentenni originari del Gambia: Sorrie Sankareh e Embrima Nborg, sbarcati nell’estate scorsa in Sicilia.

Per l’esattezza i due imputati, il 23 agosto dello scorso anno vennero dichiari in arresto dai carabinieri a Marinella di Selinunte con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto nella circostanza furono trovati in possesso di circa 60 grammi di hashish già suddivisa in 45 dosi, che vennero sequestrati.

Oltre alla droga, i militari dell’Arma provvidero a sequestrare anche una “ingente somma di denaro in contante, tutto denaro in banconote di piccolo taglio, a dimostrazione, secondo la tesi accusatoria, che si trattava di soldi provenienti dall’illecito traffico di sostanze stupefacenti vendute per strada.

Al termine della requisitoria, il pm Anna Cecilia Sessa aveva invocato la condanna dei due imputati, adesso agli arresti domiciliari, a un anno e 10 mesi di carcere ciascuno, nonché ad una multa di duemila euro.

Pur concedendo loro delle attenuanti, come poi ha sottolineato l’avvocato difensore Gianfranco Zarzana, che aveva invocato l’assoluzione “con formula dubitativa” per i suoi due assistiti o, in subordine, una condanna con sospensione condizionale della pena. Il Tribunale (presidente del collegio Sergio Gulotta), ha accolto la seconda richiesta.

L’arresto di Sorrie Sankareh e Embrima Nborg era stato eseguito dai carabinieri nell’ambito di un’operazione di controllo del territorio finalizzata a contrastare lo spaccio e il consumo di stupefacenti nella frazione balneare di Marinella di Selinunte. “Nel periodo estivo, infatti – sottolinearono, lo scorso agosto, i carabinieri – è risaputo che la frazione balneare si anima di un nutrito volume di turisti e vacanzieri, diventando anche il centro della movida per tutte le età, ed in particolar modo per i giovanissimi.

La zona più gettonata risulta da sempre la centralissima via Pigafetta. Proprio in questa via, con tanti locali, si erano ormai già da un certo tempo posizionati alcuni giovani di origine africana che, nascondendosi lungo una scalinata seminascosta alla vista dei passanti, avevano intrapreso abitudinariamente un’attività di spaccio, diventando ben presto il punto di riferimento per tutti i giovani e soprattutto giovanissimi, che intendevano approvvigionarsi di stupefacente”.

Tutto quel movimento, naturalmente, non poteva sfuggire ai carabinieri, che la sera del 23 agosto hanno fatto scattare un blitz. Venivano bloccati due minorenni di Castelvetrano, trovati in possesso di piccole dosi di marijuana e hashish e vennero anche individuati i due africani, ospiti del centro di accoglienza “La Locanda” di contrada Latomie, che secondo la ricostruzione della vicenda avevano loro ceduto lo stupefacente.

di Antonio Pizzo
per Giornale di Sicilia