Il primo a essere sorpreso è stato lo stesso Pisapia.
Un attimo, perché subito dopo si è detto certo che al ballottaggio la fiducia dei milanesi raccolta oggi “aumenterà e porterà il consenso a oltre quel 51% che serve per cambiare Milano”. Il ballottaggio era il traguardo importante su cui puntava e ha sintetizzato questo risultato ricordando che i suoi avversari lo consideravano “prima impossibile, poi improbabile, ora altamente probabile”.

Il sindaco uscente Letizia Moratti non ha commentato ancora le proiezioni. Lo ha fatto il presidente della Lombardia. Non senza una punta di malizia, Formigoni ha lapalissianamente sintetizzato: l’unico dato certo é il ballottaggio. Errori della Moratti? Forse errori di “comunicazione”, ha chiosato Formigoni.

Poche battute per far trasparire la delusione e qualcosa di più per il risultato. Il quadro politico uscito dalle urne del primo turno alle comunali è un’immagine nitida: si vede per certo un cedimento del centrodestra nei grandi centri del Nord, dove l’affluenza alle urne è stata addirittura superiore rispetto ad altre aree.

Per altre quattro amministrazioni provinciali i dati dello scrutinio sono ancora troppo esigui per attribuire vittorie e sconfitte. L’unico punto fermo nelle grandi città è la vittoria di Piero Fassino a Torino. Col passare delle ore le proiezioni hanno confermato la scelta netta dei torinesi che hanno premiato il progetto “Gran Torino” con oltre il 57% dei voti. Per il resto ogni scelta è rinviata a domenica 29 maggio.