alfano3.jpgLa gente è stanca dei soliti politici. Se per i rifiuti si facesse lo stesso riciclaggio che si fa in politica, non ci sarebbe più “monnezza”. Quello dei partiti è l’unico riciclaggio che non ci fa risparmiare niente.

Molti di noi si sono ritrovati a ripetere che “bisogna guardare alla persona e non al partito”. Ma non è vero.
La persona, oltre ad essere espressione di un partito, è alle sue dipendenze. Berlusconi scioglie un partito e ne fa un altro in una notte, mentre Genovese (con veltroni) snobbando la Borsellino perché senza tessera e fuori dal sistema, candida la Finocchiaro. E meno male che il partito è “democratico”! E se fosse stato autoritario? Magari avrebbero candidato direttamente Pietro Franza, l’amico di Genovese alla guida della famosa società di traghetti da 150 milioni di euro l’anno.

Certo, Anna Finocchiaro può anche piacere, ma le persone possono fare ben poco se alle loro spalle c’è una multinazionale partitocratica che alla fine prende tutte le decisioni chiave.
Anche Lombardo può piacere, soprattutto per quella sua ostentata sicurezza sponsorizzata dal cavaliere e da Totò vasa-vasa. In questo caso l’elettore ha pure l’assicurazione che anche senza Cuffaro il cuffarismo sta ancora benissimo.

Ma qualcosa sta cambiando.
Una buona parte dei numerosissimi meetup siciliani (gli amici di Beppe Grillo sparsi per la rete) è riuscita a convincere Sonia Alfano (nella foto) a candidarsi alla presidenza della regione in Sicilia.
Sonia ha chiesto a Beppe Grillo il suo sostegno e, nel giro di poco tempo, è intervenuto via web durante la conferenza stampa a Palermo.
Molti si chiedono come farà a vincere, ma il punto non è vincere o perdere. Il punto è cambiare. Cambiare per primo il nostro modo di guardare alla politica, quella vera e domandarsi che cosa abbiamo avuto da coloro che fino ad oggi hanno vinto.

Già dal V-Day qualcosa è cambiato. Perfino Berlusconi (lo psiconano) dice “non candideremo pregiudicati”. Certo, poi aggiunge furbescamente “tranne quelli per reati politici”. Ma è già qualcosa.
Anche Veltroni (topo gigio), parla dei due-tre mandati e lascia a casa De Mita, però ne tiene tanti altri perché aggiunge, altrettanto furbescamente, delle eccezioni. Ma è già qualcosa.

Forse per la prima volta si tenta di cambiare davvero le cose dall’unica prospettiva possibile: quella dal basso.
Infatti Sonia non è una professionista della politica, ma una signora normale che non ha nessuna voglia di prendere stipendi da 20mila euro e che ha detto di si ad altre persone normali che da vari meetup le hanno chiesto di candidarsi. Dietro Sonia Alfano non ci sono dispotiche segreterie di partito, ma la gente qualsiasi che vuole cambiare.

Alcuni, ipotizzando poche probabilità di vincita, preferiranno votare per un cavallo vincente. Ma la politica non è un totip. Crediamo sia arrivato il momento di fare delle scelte coraggiose, perché siamo convinti che comunque vada a finire, il fiato sul collo sulle decisioni dell’assemblea regionale sia assicurato. Noi siciliani, quanto meno dobbiamo sapere cosa succede nei palazzi e Sonia ce lo farà sapere, con la tenacia e la passione ereditata da suo papà Beppe Alfano, ucciso nel 93 da chi non voleva far sapere nulla della cappa di traffici illeciti che gravava sul messinese (altro che “provincia “babba”).

Chi non fosse disposto a dare il suo voto né al partito di topo gigio né al nuovo Cuffaro coi baffi, ha finalmente un’alternativa vera.
E anche se non contribuirà ad una vittoria, certamente lancerà un segnale forte che servirà in futuro.
Intanto si stanno costituendo le liste.
Chi fosse interessato può scrivere a staff@500firme.it o iscriversi al meetup:
“I grilli di Castelvetrano-Selinunte”.

Lo staff ringrazia inoltre per il crescente numero di visualizzazioni del video “Sonia Alfano in Sicilia”, on-line dal 2 marzo.

Egidio Morici

Sonia Alfano in Sicilia