commissariato di castelvetrano

Vi ricordate la vicenda del nuovo Commissariato di Polizia di Castelvetrano, costruito su un terreno confiscato alla mafia, e finito sotto sequestro per presunti illeciti sul cemento usato dall’impresa appaltatrice?

La scorsa settimana è stato pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” un articolo, firmato da Antonio Pizzo che parta di un dietrofront delle indagini, ecco l’articolo.

“Non è stato utilizzato calcestruzzo depotenziato”. E’ questo il responso dei periti nominati dal gip Vito Marcello Saladino per analizzare, attraverso dei carotaggi, la qualità del materiale usato per realizzare le strutture del nuovo Commissariato di polizia di Castelvetrano, in costruzione in contrada Giallonghi, su un terreno confiscato alla mafia.

Ieri, davanti al gip Saladino, si è svolto l’incidente probatorio chiesto per «cristallizzare» la prova. E nel corso dell’udienza, gli avvocati difensori dei tre indagati (l’imprenditore edile palermitano Filippo Misuraca, 37 anni, di Giardinello, titolare dell’impresa aggiudicataria dell’appalto bandito dal ministero delle Infrastrutture, Benedetto Valenza, 48 anni, di Borgetto, fornitore del calcestruzzo, e Gaspare Mirabile, di 33, di Castelvetrano, ritenuto ”prestanome” del Valenza, tutti accusati di frode in pubbliche forniture e truffa aggravata ai danni dello Stato) hanno formalizzato la richiesta di dissequestro del cantiere.

Per il sospetto che l’impresa Misuraca avesse impiegato calcestruzzo depotenziato, il costruendo Commissariato di contrada Giallonghi era stato sequestrato, nel giugno 2009, nell’ambito di un’indagine condotta dai carabinieri del Gruppo Monreale e coordinata dalla Dda di Palermo su una serie di appalti pubblici aggiudicati ad imprese ritenute vicine alla mafia, che avrebbero utilizzato calcestruzzo con poco cemento e diluito con acqua.

Quell’operazione, denominata ”Benny”, era sfociata in quattro arresti e nel sequestro di cinque impianti di calcestruzzo e una società di trasporto di Benedetto Valenza, in passato in carcere per mafia, ma poi prosciolto.

«Dai carotaggi e dagli accertamenti tecnici effettuati – ha dichiarato, ieri, l’avv. Marco Campagna, difensore di Mirabile – è emerso che la resistenza delle strutture è molto elevata, in alcuni punti anche superiore a quanto previsto dal capitolato e la porosità del cemento rilevata in alcune parti è assolutamente naturale. Esito positivo hanno dato anche le prove di carico». Acquisite le relazioni dei periti, il gip Saladino ha rimesso gli atti al pm Annarita Cortellacci, che adesso dovrà pronunciarsi sulla richiesta di dissequestro della struttura.

Antonio Pizzo
per La Sicilia

NOTA: Il Sign. Mirabile è rappresentato in giudizio dagli avvocati: Franco Messina e Marco Campagna, entrambi di Castelvetrano