Il Sindaco della città di Castelvetrano, Avv. Felice Errante, ha voluto manifestare il suo plauso alla dr.ssa Elena Ferraro per il senso del dovere che ha dimostrato nel non cedere al ricatto mafioso, denunciando il tentativo di estorsione subito dalla sua azienda.

elena ferraroAlla dr.ssa Ferraro giunga il mio plauso incondizionato e la vicinanza delle Istituzioni per il gesto di grande normalità e per l’altissimo senso civico che ha dimostrato nel corso della vicenda che l’ha visto vittima di una richiesta estorsiva

Allo stesso modo voglio rivolgere un sentito plauso ai quattro studenti liceali che, senza esitazioni, hanno denunciato tempestivamente alle autorità l’episodio dell’attentato incendiario al bancomat di un noto istituto di credito, consentendo l’immediato avvio delle indagini che sono tuttora in corso e che auspichiamo possano portare all’ identificazione dei colpevoli.

Mi piace pensare che gli organi di informazione saranno capaci di dare ampio risalto, come avviene per le vicende negative, a questi gesti perchè possano perdere il carattere di eccezionalità e diventare di assoluta normalità– ha concluso Errante- non sappiamo quanto servizi riusciremo a dare o quante opere pubbliche realizzeremo, ma c’è già la certezza che abbiamo avviato, nel corso del nostro mandato, un percorso virtuoso, che ci darà la sicurezza di aver realizzato qualcosa di importante.

Elena Ferraro, 38 anni, contitolare della casa di cura Hermes di Castelvetrano, risponde al Primo Cittadino:

Ringrazio il Sindaco di Castelvetrano, avv. Felice Errante, per il solerte ed immediato messaggio di solidarietà che ha voluto manifestarmi personalmente, pur tra i numerosi impegni che lo vedono coinvolto quotidianamente nella veste di primo cittadino.

Sono onorata di operare e svolgere la mia attività in questo territorio che ha fame e sete di giustizia…

Su un articolo di Umberto Lucentini per il Giornale di Sicilia, raccolta la vicenda:

Ho avuto paura, ho pianto di rabbia, ma sono convinta di quello che ho fatto, non potevo che rifiutarmi di pagare il pizzo. Ho fatto tutto in modo naturale perchè sono stata educata con i valori della legalità.

E’ successo tutto in pochi mesi, ho appena iniziato a metabolizzarlo. La richiesta di soldi, la rabbia e poi la paura. E la decisione immediata: non avrei pagato. Nella mia famiglia mi hanno inculcato i valori della legalità, a scuola e poi all’università, nella vita di ogni giorno, ho respirato un aria diversa.

Non potevo cedere e vivere sotto ricatto per sempre. E qando si è presentato quelll’uomo con le parole “sono Messina Denaro” per un secondo, lo ammeto, ho pensato: “Ma sarà proprio lui, il latitante?” Non ho avuto dubbi, però: gli ho detto che noi siamo persone perbene e che certe cose non le facciamo, figuriamoci se avessi potuto emettere una fattura falsa per pagare la mafia