vittoria sgarbi - castelvetranoImpagabile Vittorio Sgarbi. La sua visione della vita, quella di critico d’arte prestato alla politica, non può fare a meno di essere riflessa nel bel vedere. Per lui “il richiamo estetico non può essere marginale”, in ogni caso, in ogni situazione.

Senza mezze misure Sgarbi. Prendere o lasciare. “Le pale eoliche? Hanno sull’ambiente lo stesso effetto violento di un pedofilo su un bambino”. La crociata del sindaco di Salemi contro i “mulini a vento” moderni che come funghi negli ultimi anni stanno spuntando un po’ su tutta l’Isola fa segnare una nuova puntata.

Sgarbi ha convocato una conferenza stampa, chiamando vicino a sé niente meno che il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, oltre che esponenti del WWF e di Italia Nostra nazionali e siciliani come Carlo Ripa Di Meana, Anna Schirò e Oreste Rutigliano e il sindaco di Gela Rosario Crocetta. Tutti dalla parte del critico d’arte, tutti tranne uno, l’assessore alla Creatività del Comune di Salemi, il noto fotografo Oliviero Toscani.
Al Poggetto


La visione di Sgarbi è quella di chi vede un paesaggio distrutto, un’immagine da cartolina che rischia di essere irrimediabilmente rovinata. “Chi vuole la salvezza delle bellezze storico-paesaggistiche della Sicilia e di tutta l’Italia, non può che avversare l’eolico. Non si può immaginare che uno strumento di 150 metri con un’elica in alto violenti e stupri una collina con una violenza che è identica a quella di un pedofilo”, ha detto il primo cittadino di Salemi. Stupro del paesaggio, ma anche puzza di affari poco leciti. Se Oreste Rutigiliano, segretario del comitato nazionale del paesaggio, parla di una lobby europea e di interessi dei grandi gruppi industriali dietro l’installazione degli impianti, Sgarbi ha denunciato la presenza di interessi illeciti di gruppi di “facilitatori”, gli intermediari tra le istituzioni e le imprese che realizzano le pale eoliche.

“Una sorta di mafia- ha detto – che convince i sindaci a dare le concessioni per le pale per pochi spiccioli. C’è la mafia, a mio avviso, dietro le pale eoliche. La mafia non può non avere interesse a entrare in un mercato in cui arriva molto denaro con poco sforzo distruggendo il paesaggio. Tutto ciò non si può tollerare, neanche la realizzazione di una sola torre eolica”.

Sgarbi è appoggiato da un gruppo “trasversale”. Oltre a Lombardo, c’è il sindaco di Gela, il comunista Rosario Crocetta, che dice sì all’energia alternativa “ma nel rispetto del luogo”. C’è l’ex ministro dell’Ambiente, il verde Carlo Ripa di Meana, che parla di “operazione affaristica”, riferendosi alla diffusione delle pale eoliche non solo in Sicilia. Rutigliano ha sottolineato che “quella delle pale eoliche è la piaga finale del paesaggio italiano”. Secondo il segretario del comitato nazionale del paesaggio in Italia ci sono investimenti economici per l’eolico “tripli rispetto ad altri Paesi dell’Europa. Tutto questo porta a realizzare impianti anche dove non c’è neanche vento”.

Unica voce dissonante Oliviero Toscani, assessore alla Creatività del Comune di Salemi. “La discussione sulle pale eoliche è di retroguardia, di grande retroguardia – ha spiegato -. A me personalmente fa molta più paura ciò che è legalmente costruito rispetto a ciò che è abusivo. C’è un gioco delle concessioni edilizie che fa paura. Non sono contrario alle pale eoliche, ma mio avviso c’è di peggio”.

Salvatore D’Anna

per SiciliaInformazione