soldiSequestrata la cassaforte di Giuseppe Grigoli, l’imprenditore di Castelvetrano accusato di essere socio del superlatitante della mafia Matteo Messina Denaro. Su provvedimento del gip di Palermo, la Dia di Trapani ha sequestrato la “Grigoli distribuzione srl”, società capofila di tutte le attività imprenditoriali cui fa riferimento la “Gruppo 6 G.D.O. srl” che gestisce 46 supermercati con il marchio della Despar, colosso della grande distribuzione alimentare.

La “Grigoli distribuzione srl” ha in portafoglio 214 fabbricati (alcuni dei quali destinati a supermercati o al nuovo centro commerciale di Castelvetrano), 133 terreni e diversi immobili in numerose città italiane. Beni che, secondo una prima stima degli inquirenti, consentono alla società di riscuotere ogni anno canoni di affitto per almeno 5 milioni di euro. La richiesta di sequestro preventivo, che ovviamente non blocca le attività imprenditoriali affidate ad un custode giudiziario, parte dai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Palermo (Roberto Piscitello, Costantino De Robbio, Michele Prestipino e Marzia Sabella, coordinati dagli aggiunti Roberto Scarpinato e Giuseppe Pignatone).

Dopo l’arresto per concorso in associazione mafiosa di Giuseppe Grigoli, 58 anni (misura confermata dal Tribunale del Riesame nei giorni scorsi), la Procura antimafia di Palermo ha delegato la Dia a svolgere accertamenti patrimoniali a tutto campo. Analizzando i documenti sequestrati a Grigoli, gli inquirenti hanno scoperto che la società per la gestione dei supermercati faceva riferimento alla capofila “Grigoli distribuzione srl”, che incassava i canoni di affitto e si occupa anche di costruzione e vendita di immobili.
I pm antimafia hanno iniziato a ricostruire i rapporti illeciti che ci sarebbero tra Grigoli e Matteo Messina Denaro, latitante dal ’93 e ricercato per le stragi di Milano e Firenze, partendo dai “pizzini” che il quarantenne latitante indirizzava al boss Bernardo Provenzano. Grazie all’asse preferenziale con Messina Denaro, è l’ipotesi di accusa, Grigoli avrebbe potuto espandere passo dopo passo l’impero economico della “Gruppo 6 G.D.O. srl” da Castelvetrano fino a tutta la provincia di Trapani e a gran parte delle confinanti province di Palermo e Agrigento. Matteo Messina Denaro, tra l’altro, in uno degli ultimi “pizzini” recapitati a Provenzano prima che questi venisse catturato, insisteva presso il “capo dei capi” perché gli segnalasse un prestanome a cui intestare un punto vendita con l’insegna della Despar anche a Corleone.