selinunte CAM

Prenderà il via domani (giovedì) alle ore 21 al Campus Archeologico Museale di contrada Manicalunga a Triscina di Selinunte la quarta edizione del Festival internazionale del cinema archeologico, promosso in collaborazione con la Fondazione Museo civico di Rovereto e la rivista specialistica “Archeologia Viva”, con il patrocinio del Comune di Castelvetrano. Quella di Selinunte è una delle poche appendici della rassegna internazionale che si organizza proprio nel centro del Trentino Alto Adige.

Tre serate, due proiezioni a sera, a partire da domani, sino a domenica, giornata in cui verrà assegnato il premio al vincitore. Le proiezioni avverranno nella splendide cornice del Baglio Calcara, restaurato e oggi sede dei laboratori di restauro per i reperti archeologici trovati proprio in contrada Manicalunga, periferia dell’antica città di Selinunte.

I documentari che verranno proiettati sono sei, tutti doppiati in italiano, scelti tra il meglio della produzione cinematografica internazionale a tema archeologico, storico, etnologico. A giudicare il vincitore sarà proprio il pubblico che assegnerà il “Premio Selinon”, la riproduzione di un tetradramma selinuntino in argento opera della Morpier di Firenze. «Il festival da l’opportunità di raccontare l’archeologia e di recuperare storia e memoria attraverso il racconto cinematografico – spiega il direttore generale della Fondazione Kepha – ma è anche l’occasione, venendo al Cam, per far scoprire ai siciliani ulteriori particolari dell’antica città di Selinunte, che fu una florido centro che si estendeva oltre l’attuale parco».

triscina CAMLE PROIEZIONI – Giovedì 31 la prima pellicola in proiezione è canadese, “Le Mystère Atlit Yam. 10 000 ans sous les mers (Il mistero Atlit Yam. 10.000 anni sotto i mari) di Jean Bergeron. È il racconto di Atlit Yam, il sito neolitico preceramico ritornato alla luce, al largo delle coste israeliane, per merito di Ehud Galili , archeologo dell’Autorità israeliana per le antichità. Seconda pellicola che sarà proiettata “Crépuscule des civilisations – La fin de l’âge des pyramides (Il Crepuscolo delle Civiltà – La fine dell’età delle piramidi” di Frédéric Wilner: crisi finanziarie, pandemie, catastrofi ecologiche, minacce nucleari, rivolte sociali: la nostra società non è mai apparsa così fragile, pur avendo acquisito un livello di potenza e di complessità ineguagliato.

Sempre più specialisti ricercano nella storia delle civiltà passate i problemi che queste hanno provato a risolvere. Tentando di comprendere ciò che allora le rese vulnerabili, ci si interroga sul nostro stesso futuro e sulle nostre paure di oggi. Venerdì 1° agosto: “Occhiolà – Un Presepe dei monti Erei” del siciliano Daniele Lorenzo che narra di Occhiolà, un borgo contadino dell’entroterra catanese, alle pendici dei monti Iblei, distrutto nel gennaio 1693 durante il sisma che si abbatté sui paesi della Sicilia sud-orientale. Tre secoli dopo, la ricerca archeologica ha messo in luce i resti di quel luogo, scoprendo tra le macerie e i detriti le tracce di una vita interrotta. Tra i reperti, un piccolo presepe modellato a mano, sigillo dell’ultimo palpito di vita del villaggio. Secondo film in proiezione venerdì, “Les cathédrales dévoilées (Le cattedrali svelate)”.

Sabato 2 agosto: “Lipari, il porto che nessuno pensava esistesse” di Roberto Rinaldi e a seguire “The 2000 Year-Old computer (Il computer antico di 2000 anni)” di Mike Beckham: un’investigazione storica e scientifica che racconta come gli antichi Greci costruirono un computer 2000 anni fa. Il film spiega come gli antichi avessero tanto le competenze che l’inventiva per realizzare una macchina del genere. Ma chi fu il genio inventore? E a cosa serviva veramente? I dati scientifici più recenti, illustrati in modo rigoroso, e l’uso di una grafica eccezionale rivelano una serie di cifre misteriose che fanno risolvere l’enigma dei meccanismi, un vero Codice Da Vinci ambientato nell’antica Grecia. L’ingresso per assistere alle proiezioni è gratuito. Proiezioni alle ore 21.

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DALLE EGADI A SELINUNTE, I ROSTRI ESPOSTI NEI LABORATORI – Quest’anno il Festival si è arricchito è della collaborazione della Soprintendenza del mare, guidata da Sebastiano Tusa, che per l’occasione espone nei laboratori di restauro del Cam tre dei rostri recuperati alle isole Egadi. Proprio nelle acque delle isole di fronte Trapani in questi anni, grazie all’impegno della RPM Nautical Foundation, sono stati recuperati questi originali reperti archeologici, resti del sanguinoso scontro navale avvenuto nelle acque delle Egadi il 10 marzo 241 a.C. fra le navi romane e quelle cartaginesi. Due sono stati già restaurati proprio all’interno del Cam, un terzo, invece, è tutt’ora in fase di pulitura e si potrà ammirare proprio all’interno del laboratorio. Proprio Tusa, domenica sera, interverrà illustrando alcuni particolari, mai svelati prima, ritrovati nel terzo rostro tutt’ora in fase di pulitura.