alghe di selinunte

Nel porticciolo di Selinunte, prima dell’inizio della scorsa estate, era stato realizzato un varco nel molo di mezzogiorno-ponente, con lo scopo di favorire il riciclo delle acque ed evitare il ristagno delle alghe. Molto semplicemente, in questo modo le alghe sarebbero dovute entrare dall’imboccatura del porto per poi uscire dal nuovo varco.

Verso la fine dell’estate però, nelle giornate di mare mosso, proprio da quel varco entrarono delle irruenti mareggiate che, oltre a portare dentro alghe e sabbia, mettevano in pericolo le piccole imbarcazioni ormeggiate nei pressi.

Qualcuno tentò di risolvere il problema con una sorta di barriera artigianale fatta di grosse funi e pneumatici da camion ma, visto che l’opera non era autorizzato, intervenne la Capitaneria di porto e il Comune la fece rimuovere. Addirittura si parlò anche di indagini per verificare chi avesse creato abusivamente le ostruzioni per bloccare le acque dalle mareggiate.

Alla fine di agosto però i pescatori chiesero che si facesse qualcosa prima dell’inizio dell’inverno per smorzare la forza delle onde e l’ingegnere Taddeo, dirigente del settore opere pubbliche del Comune, li rassicurò: “Stiamo vedendo di studiare la migliore soluzione per evitare che la forza delle mareggiate che entrano nel porto possano portare pericolo alle barche dei pescatori”.
Ma se mareggiate ed alghe, come si è visto, non hanno rispettato le vie d’entrata e di uscita, sembra che anche l’inverno quest’anno non abbia rispettato il calendario, presentandosi prima del previsto in tutta la sua irruenza. Ad oggi il tunnel continua a non avere alcun sistema di apertura e chiusura e il pericolo di intasamento del porto con alghe e sabbia si fa sempre più preoccupante. La speranza è che si possa porre rimedio in tempi brevi, per evitare che una costosa opera realizzata per garantire la navigabilità dello specchio d’acqua del porto, si trasformi da soluzione a concausa del problema.

Egidio Morici www.500firme.it
per L’isola, quindicinale di informazione della provincia di Trapani