Di 11 comuni iniziali soltanto in 3 hanno scelto di intraprendere il percorso per la candidatura dell’area selinuntina nella lista del patrimonio dell’umanità Unesco. A deliberare un impegno di spesa per consentire al Commissario internazionale del club Unesco Raymond Bondin di poter seguire l’iter, sono stati i Comuni di Campobello di Mazara, Castelvetrano e, qualche giorno fa, il provvedimento è stato adottato anche dalla Giunta municipale di Partanna.

Eppure nel luglio del 2016 erano stati ben undici comuni dell’area selinuntina a sottoscrivere una Dichiarazione d’intenti per formalizzare la candidatura del sito alla Worl Heritage List Unesco; la proposta fu lanciata nel mese di aprile 2016 durante il convegno internazionale promosso dal Club Unesco e tenutosi a Castelvetrano nei locali del Parco archeologico.

C’erano anche Menfi e Mazara del Vallo e a firmare vennero a Campobello di Mazara il sindaco Enzo Lotà e il vice sindaco di Mazara, Silvano Bonanno. Sono stati otto i comuni che alla fine hanno deciso di fare retromarcia. «L’obiettivo è importantissimo per un territorio ricco di meraviglie paesaggistiche, culturali, ma soprattutto archeologiche, grazie al parco di Selinunte e delle Cave di Cusa, un’area unica al mondo, caratterizzata dalla presenza di cave di tufo calcareo da cui i coloni greci estraevano il materiale per la costruzione dei loro magnifici templi» ha spiegato Nicola Miceli, presidente del Club Unesco di Castelvetrano.

Alla candidatura dell’area selinuntina ci ha creduto anche la Pro Loco “Costa di Cusa” di Campobello di Mazara che, col suo presidente Mauro Cudia, ha ospitato la riunione dei sindaci proprio al Baglio Florio: «Se si avvia questo processo virtuoso di valorizzazione del territorio questo consentirà anche un rilancio del turismo e dell’economia in una bellissima e consistente fetta della nostra Sicilia». «Oggi inizia un percorso impegnativo ma che speriamo porti al raggiungimento del riconoscimento che questo territorio merita – disse Bondin nella riunione del luglio 2016 – la mia esperienza di oltre 25 anni nel settore mi porta ad essere positivo e fiducioso su questa nomination. L’intero territorio, a partire dalle Cave di Cusa, un luogo unico al mondo per le sue peculiarità e che tanto valore aggiunge anche agli stessi templi di Selinunte, ha infatti le carte in regola per intraprendere questo percorso.

Anche il fatto stesso di procedere alla redazione di un dossier dell’intero territorio rappresenta un primo traguardo». Dal luglio del 2016 l’iter ha subito un arresto. Si aspettava che deliberasse l’impegno di spesa il Comune di Partanna. Ora la delibera che rimette in moto il lavoro già avviato dal Commissario Raymond Bondin per la candidatura. A questo percorso crede il sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione: «Le Cave di Cusa fanno parte, a pieno titolo, dell’area selinuntina e la candidatura a patrimonio Unesco è certamente un ulteriore passo per la valorizzazione». Sin qui l’impegno per un obiettivo che, se raggiunto, sarà un valore aggiunto. Ma rimangono irrisolte, invece, altre questioni che riguardano una migliore fruizione dell’area delle Cave di Cusa. Da anni si parla di poter sistemare la biglietteria per l’ingresso nell’area proprio al Baglio Florio. Tra Comune ed Ente Parco si è discusso su come strutturarla ma, ad oggi, è rimasta soltanto un’idea. L’Ente Parco scarseggia di custodi e già quest’estate il servizio di guardiania non è stato assicurato tutti i giorni, così come non è stato possibile garantire l’apertura della biglietteria del Parco di Selinunte, ingresso lato Triscina.

di Max Firreri
per Giornale di Sicilia