pronto soccorsoBrutta avventura per una giovane coppia di sposi marsalesi in viaggio di nozze. Una «luna di miele» che, non disponendo di grossi mezzi economici (lui operaio, lei casalinga), è stata trascorsa non lontano da Capo Boeo. La trasferta è stata, infatti, di pochi chilometri: méta un albergo della zona di Selinunte.

Qui, dal 21 al 27 agosto, quella che doveva essere la settimana più bella della loro vita si è trasformata in un incubo. Sia loro che altri clienti dell’hotel sono stati, infatti, costretti a ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso per una intossicazione alimentare. Evidentemente, parte del cibo loro servito era avariato.

Scattata la segnalazione, nell’albergo sono arrivati i carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazioni alimentari), che dopo un’ispezione hanno disposto la chiusura della cucina. Tanto che nei giorni successivi al blitz, l’albergo per non lasciare a digiuno i clienti ha dovuto far ricorso alla cucina solitamente utilizzata per la prima colazione.

Rientrati in città, la giovane coppia marsalese (G.N., di 28 anni, e C.B., di 24, in «dolce attesa» da cinque mesi) ha deciso di rivolgersi all’avvocato Vincenzo Forti, che ieri ha fornito la sua assistenza per la redazione di una denuncia che stamane sarà presentata in Procura.

Naturalmente, sarà chiesto un congruo risarcimento danni. Nella denuncia sarà, inoltre, evidenziato che la direttrice dell’albergo ha anche «invitato» la coppia, pare con modi abbastanza decisi, a non rivolgersi alla magistratura.

La coppia – dice l’avvocato Forti – è stata minacciata e diffidata a non presentare denuncia alle autorità. Ciò, però, sarà fatto domani (oggi per chi legge, ndr)». Nel frattempo, nei laboratori del Nas sono in corso le analisi dei campioni di cibo prelevati allo scopo di stabilire cosa ha provocato l’intossicazione. «Sono state una ventina – dicono G.N. e C.B. – le persone clienti dell’hotel che hanno dovuto far ricorso a cure mediche.

Antonio pizzo
per La Sicilia