“…che se la madre Selina fu Colonia de’ Romani (sic), il suo figlio Castelvetrano, asperso dal sangue santissimo di sì pretiose e numerose Reliquie un’altra Roma rassembra”. (fra Felice Brandimarte, 1677).

[di Nino Centonze] Con l’atto di elezione dei predetti Santi a patroni di Castelvetrano, del notar Antonio Fratello dell’ ottobre 1695, si intendeva voler portare a compimento, anche sul piano del sacro, quel processo identificatorio tra Castelvetrano e l’antica Selinunte, elemento basilare del mito fondativo della città.

Ci soccorre in tal senso quanto scrive, “Dopo avere ricordato come questa Università abbia sempre esercitato la sua giurisdizione sul litorale dove sorgeva la celeberrimam et antiquissimam, ac prostratam Selinuntem e aver specificato che Mazara e Sciacca erano solo gli empori dell’antica colonia greca, ribadisce l’ipotesi della fondazione di Castelvetrano constructa pro custodia et refugio… senium Selinuntinorum militum veteranorum aer perniciosum fugientium ut Castrum Veteranum ethimologice exprimit, et prisca aetas nobis trasfudit”;

Precisa che Castelvetrano ha lo stesso emblema dell’antica Selinunte e si disseta alle stesse sorgenti, cosicché “…iure optimo Sanctorum, Viti, Modesti et Crescentiae ac aliorum quatricentorum martyrum patrocinio tamquam civium modo gloriari potest.” (Vitae Sanctorum Siculorum: Ex Antiqvis Graecis Latinisqve Monumentis, & vt plurimum ex M.S.S. Codicibus nondum editis collectae…Ottavio Gaetani (Siracusa, 22 aprile 1566 – Palermo, 8 marzo 1620))

foto degli scavi di Giovanni Miceli e Maria Marchese
documenti Nino Centonze