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Marinella di Selinunte – foto d’epoca

 

Carissimi lettori di CastelvetranoSelinunte.it,

è sempre una grande emozione, ed è già il terzo anno che lo faccio, scrivere una breve considerazione su quella piccola perla sulla costa trapanese che è Selinunte. È una grande emozione perché è la terra della donna che mi ha messo al mondo, è la terra della mia famiglia, dei miei primi amori, della mia giovinezza, dei miei ricordi più belli.

Come una bambina l’ho vista crescere e di anno in anno mi sono accorto dei suoi cambiamenti, della sua crescita, delle sue bellezze che affioravano ma, ahimè, anche di alcune sue storpiature che non bene sono riuscito a digerire.

Comincio subito con il rivolgerti un ringraziamento, visto che anche quest’anno mi dai la possibilità di questo piccolo spazio. Non aspettarti lunghe e noiose considerazioni. Troverai nelle prossime righe solo domande ed una di queste è proprio per te: “Ma dove è finito il vostro coraggio?” Si, è proprio questa! Ho trovato spesso nei vostri volti una rassegnazione alle difficoltà che la “Natura” e la gestione del “Bene comune” purtroppo creano.

I tempi sono difficili per tutti e la colpa non è certamente solo di chi amministra o di chi gestisce. “Quannu è guerra, è guerra pi tutti”, diceva così mio nonno. Lo capisco bene ma penso che ci sia sempre una via d’uscita. Penso che ci sia sempre quella consapevolezza delle difficoltà e quella buona volontà per uscirne.

La crisi della società e di quella politica, che dovrebbe dare il buon esempio, purtroppo stanno creando mostri che spesso sono nascosti ma che quando escono distruggono. Quello che una volta chiamavamo Bene Comune oggi sembra essere un male comune. Sembra che non appartenga a nessuno ma, al contrario, è di tutti. Solo una vera e sentita unione delle forze ed un progetto comunitario possono ribaltare il risultato e finire la partita con una vittoria.

giancarlo russello

Giancarlo Russello

Quella crisi che leggo ogni giorno sui giornali si riflette sulle nostre città, sulle nostre famiglie e sui nostri luoghi. Ahimè, si riflette anche su quell’angolo di paradiso, Selinunte, che vi appartiene e che ogni anno vivo più che posso. Risvegliate le vostre coscienze ed abbiate la consapevolezza di avere tra le mani un tesoro che non ha pari al mondo. Per questa ragione intendo porre due domande mirate che possono sembrare forti e crudeli ma che spero possano essere una scossa. Spero possano essere una provocazione per tutti coloro che leggono. Spero possano essere un punto di partenza, un inizio di strategia comune che porta alla vittoria finale che è la “Crescita”. Io, seppur “straniero” sarò della partita e con tutti gli strumenti che ho, cercherò di contribuire alla vittoria di quella partita che sento anche mia.

Perché la borghesia e l’imprenditoria sana che negli anni passati sono riusciti ad investire e pubblicizzare i vostri tesori, primo tra tutti il più grande Parco Archeologico d’Europa, hanno lasciato la strada ad un’imprenditoria sempre più commerciale ed egoista che non vuole investire bene?

Perché lo spirito di iniziativa dei giovani e delle associazioni che una volta davano vita ad attività sportive, culturali e sociali nel cuore del Paese oggi hanno lasciato la strada alla rassegnazione del “Questo abbiamo e purtroppo questo ci teniamo”?