centrale nucleareAl di là dell’altissima densità abitativa e dell’alto rischio tellurico che abbiamo, al di là dei costi e rischi legati allo smaltimento delle scorie..
Chi dovrebbe occuparsi delle centrali?
La politica in primo luogo e le imprese in secondo.

Ma c’è da fidarsi?
Di un paese che ha 1500 morti sul lavoro ogni anno?

Un paese dove “Mafia SPA” ha un fatturato di 90 miliardi di euro l’anno (pari al 7% del PIL)?

Dove in Campania si è da anni abbandonato il business dei rifiuti per sostituirlo con quello più redditizio dell’emergenza rifiuti (857mila euro all’anno soltanto per le 4 sedi del commissiarato per i rifiuti di Napoli)?

Un paese dove più di duemila persone vengono stipendiate (tredicesima e ferie) per raccogliere i rifiuti differenziati in posti dove la raccolta differenziata non esiste?
Dove per costruire il ponte di Calatrava di 81 metri a Venezia non sono bastati 12 anni, mentre in tre anni i portoghesi ne hanno costruito uno a sei corsie lungo18 chilometri (il Vasco de Gama)?
Dove i poveri che hanno bisogno di una casa, sono in liste d’attesa interminabili, mentre molte case popolari sono occupate abusivamente dai parenti benestanti dell’inquilino ormai defunto?

Siamo sicuri di voler affidare la costruzione e la gestione delle centrali nucleari (ammesso che possano rivelarsi risolutive) a gente così?
All’estero dapprima si erano preoccupati, ma poi hanno fatto due conti: se per fare un ponte di 81 metri gli italiani ci hanno messo dodici anni, per le centrali ce ne metteranno 50. Magari per allora l’uranio si sarà esaurito e fine della farsa.

Ora, noi non sappiamo quando si esaurirà l’uranio, ma sappiamo con certezza che fare le centrali nucleari non è come costruire un ponte.
Non c’è dubbio che oggi la tecnologia sia più avanzata e il rischio di incidenti diminuito, ma se i russi hanno combinato la frittata di Chernobyl, immaginatevi cosa possiamo combinare noi in Italia con le imprese e la classe politica che ci ritroviamo.
Non ci vuole molta immaginazione. Le immagini delle conseguenze di Chernobyl non si vedono quasi mai in televisione, ma sul web ci sono. Se avete degli stomaci forti date un’occhiata a QUESTO VIDEO.

Egidio Morici
www.500firme.it