giancarlo russelloCarissimi Lettori,

in questi giorni la domanda che invade i bar, i circoli, le fermate dell’autobus, i barbieri ed i luoghi di lavoro è sempre la stessa: Cade o non cade?

Il riferimento è ovviamente al Governo italiano che, tutti sappiamo bene, ha una maggioranza che lo sostiene diciamo “insolita”. Da qui partono una serie di riflessioni, serie e meno serie, che hanno il gusto della totoscommessa. Non vi nascondo che ne ho sentite di tutti i colori. Le fantasie e le geometrie trovate in alcune di queste riflessioni hanno prodotto in me, in primo luogo, una gioia nel sentirle perché noi siciliani siamo veramente creativi, in secondo luogo, una riflessione più seria che vi pongo. La domanda, che mi sono posto ed a cui vorrei dare una risposta non è tanto se cade o non cade il Governo ma quali sono le conseguenze di un’eventuale caduta dello stesso.

Dal punto di vista finanziario non mi dilungherò molto perché i risultati della Borsa di Milano sono sotto gli occhi di tutti. Quando gira nei corridoi la parola “Crisi di Governo” i titoli scendono vertiginosamente provocando perdite incredibili.

Dal punto di vista politico, questo Governo che era nato, anche numericamente forte, per riformare la struttura del nostro Paese cadendo provocherebbe una situazione di stallo che ci metterebbe a forte rischio di stabilità. Uno stop alle tre grandi riforme del Parlamento e Governo (riduzione dei parlamentari e superamento del bicameralismo perfetto), Partiti politici (attuazione concreta dell’Art. 49 della Costituzione, rendere formalmente pubblici gli statuti di tutti i partiti e definire al loro interno tutte le modalità di vita democratica e regole certe e conosciute da tutti, regole statutarie non eludibili) e Legge elettorale (pensare ragionevolmente che all’interno delle coalizioni ogni forza politica abbia una sua presenza pari alla percentuale di cittadini che rappresentano), farebbero si che l’Italia ancora una volta rimanesse indietro rispetto ai Paesi europei rischiando così un’emarginazione politica sempre più forte.

Dal punto di vista sociale ho, infine, le mie più forti preoccupazioni. L’instabilità crea certamente confusione e quando manca un indirizzo comune i rischi possono essere diversi. La mancanza di lavoro per i giovani (in Sicilia il dato più alto d’Italia), i sacrifici sempre più numerosi delle famiglie e la mancanza di investimenti esterni nel nostro Paese, per esempio, possono far si che le criminalità mafiose organizzate, che hanno possibilità economiche senza pari, si facciano avanti immettendo nel mercato legale liquidità e proventi illeciti creando uno sviluppo sporco e senza controllo.

Attenzione e Riflessione, dunque, alle scelte che saremo chiamati a fare.
Ricordate sempre che se cade il Governo potremo essere sempre noi, semplici ed onesti cittadini, a farci male!