Cesare SalviIn un’intervista rilasciata a Radio 24, alla domanda su che cosa avrebbe fatto adesso che non è stato eletto, il Sen. Cesare Salvi ha dichiarato che ritornerà, dopo 16 anni di attività parlamentare, alla sua professione di professore di diritto civile.

Al di là del caso specifico e delle competenze del Sen. Salvi, trovo inopportuno che un ex docente, dopo anni in cui ha fatto il parlamentare trascurando, si presume, ricerca e insegnamento, abbia il diritto di riprendere l’attività interrotta senza dover dimostrare di essersi nel frattempo aggiornato: penso in particolar modo a chiunque faccia attività di tipo scientifico o medico.

Inoltre, mi chiedo se il rientro nell’università avvenga a scapito di qualcuno che nel frattempo lo stia sostituendo (un precario a vita, per caso?) o se debba essere istituito un corso ad hoc indipendentemente dalle reali esigenze dell’università e degli studenti.

Questo privilegio per i parlamentari è stabilito, tra gli altri, dal Decreto Legislativo 564/96 nel quale si specifica che i beneficiari dell’aspettativa possono essere:

· deputati al Parlamento Europeo;
. deputati e senatori Parlamento nazionale;
. presidenti, assessori e consiglieri regionali;
. consiglieri comunali;
. presidente di consiglio di comuni con meno di 50.000 abitanti;
. sindaci e assessori di comuni con meno di 10.000 abitanti;
. dipendenti chiamati a ricoprire cariche sindacali.

L’aspettativa è non retribuita, ma restano in vita tutte le forme previdenziali ed il TFR ed è ammesso il cumulo (il parlamentare ad es. percepirà la pensione ed il TFR dall’Università e dal Parlamento).

Nonostante non condivida quasi niente nei contenuti e soprattutto nei metodi delle campagne di Beppe Grillo, credo che dopo quella sacrosanta per l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti (ordine incompatibile secondo me con uno stato liberale), possa essere un’utile iniziativa quella di richiedere l’abolizione di tale privilegio e obbligare i professori universitari a scegliere se fare il parlamentare o il docente. Ne guadagnerebbero l’Università, gli studenti e l’erario.

(Luca Fornaroli, Milano)