Questa mattina ho portato alla Procura di Roma tutta la documentazione utile per verificare se nello scandaloso e osceno mercato dei voti che si sta verificando in questi giorni sotto gli occhi di tutti, sfacciatamente, alla luce del sole, siano ravvisabili gli estremi di un reato penale.

Ho sentito il dovere di informare la Procura di Roma dei fatti gravissimi che stanno avvenendo in Parlamento e ho rimesso al procuratore la valutazione se si tratti esclusivamente di uno scandalo politico o di fatti penalmente rilevanti. Ho prodotto molti documenti e numerose prove materiali su questa compravendita di voti parlamentari, e altre mi riservo di produrne.

Ci troviamo in presenza di fatti gravissimi, e a mio parere anche penalmente rilevanti, che coinvolgono parlamentari ed esponenti politici delle istituzioni. In un Paese civile e democratico cose simili non dovrebbero mai accadere. Il voto dovrebbe essere libero davvero, non per modo di dire, e dunque mai compresso né ricattabile. La presenza anche di un solo voto di scambio nelle votazioni sulla fiducia al governo del 14 dicembre è un fatto che sconvolge la democrazia e non rende liberi.

Io spero ora che coloro che sono a conoscenza dei fatti possano aiutare la Procura a far luce su questo scandalo, che io considero uno dei più gravi nell’Italia del XXI secolo. Non è possibile che un governo e una maggioranza si reggano su voti comprati, venduti o estorti. Altrimenti si tratta di un simulacro di democrazia.