C’è tempo fino alla prossima domenica 22 aprile per visionare la mostra del fotografo castelvetranese Ezio Fiorenza dal titolo “SACR’OLIO” presso il Museo dell’olio e dell’olivo Agro Verde Cult, nell’ambito del SISTEMA MUSEALE E NATURALE BELICINO promossa dalla XIV SETTIMANA DELLA CULTURA indetta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La mostra è aperta ogni giorno dalle 15,30 alle 19,30.

Il “Museo dell’olio e dell’olivo” si trova in C/da Strasatto Area Artigianale a Castelvetrano – Tel/fax 0924 932039

L’olio occupa un posto di primo piano tra i prodotti della terra che manifestano la generosità di Dio. Israele sa che la benedizione terrena del Signore si manifesterà con la benedizione del frutto del suo seno e del frutto del suo suolo (frumento, mosto e, appunto, olio, cf. Dt 7,13). Pertanto l’olio è segno di preziosità e di prosperità: incuriosisce che il re Ezechia, nel presentare agli ambasciatori del re di Babilonia le sue ricchezze, mostri anche l’olio (cf.2Re 20,13). Del resto l’olio può essere un cibo molto nutriente, soprattutto quando entra nella composizione del pane: la vedova di Sarepta di Sidone, in tempo di grave carestia, lo impasta con scampoli di farina per preparare una focaccia al profeta Elia (cf.lRe 17,7-17).

Ma l’olio non è soltanto un prodotto alimentare.
A conferirgli un significato simbolico ancor più ampio il suo impiego nel campo dei profumi (ricordate la donna che a Betania cosparse di olio profumato “molto prezioso” il capo di Gesù?, Mt 26,6-13), le sue proprietà terapeutiche (il buon samaritano cura l’uomo percosso dai briganti usando vino per disinfettare le ferite e olio per attenuare il dolore, cf. Lc 10,34; in missione gli apostoli curano gli infermi con l’olio, cf. Mc 6,13; Giacomo ne testimonia l’uso sui malati anche nella comunità post-pasquale, cf. Gc 5,13-15) e, soprattutto, il suo uso sacrale: fra le offerte che Aronne deve presentare al Signore durante la cerimonia della consacrazione sacerdotale c’è anche una focaccia all’olio (Es 29,23).

Nell’elenco delle cose necessarie per il culto vengono citati nella Bibbia due tipi d’olio (Es 25,6): quello per alimentare le lampade del candelabro, che devono ardere perennemente nel tempio, e quello per l’unzione, profumato con aromi, che indica la consacrazione e l’azione vivificatrice di Dio: il profeta Samuele portava l’olio per l’unzione regale in un “corno” (1San116,1), ma il termine ebraico usato è sinonimo di forza e di potenza. Del resto è molto antica la tradizione di prati­ care frizioni con olio sulle membra di guerrieri o di coloro che devono compiere uno sforzo fisico. Un esempio lo troviamo nei Salmi: “Tu mi doni la forza di un bufalo, mi hai cosparso di olio splendente” (92,11).

San Paolo afferma che l’unzione viene da Dio: lo Spirito che ha impresso il suo sigillo su tutta la vita terrena di Gesù lo imprimerà anche sul cristiano (cf. 2Cor 1,2ls); un’unzione che “rimane in voi” e “Vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mentisce” (1Gv 2,20.27).