Migliaia di lettere stanno partendo in questi giorni da tutta la valle del Belice verso la Russia. “Siamo stati incoraggiati a scrivere direttamente al Cremlino e ai funzionari della Corte Suprema dice Piero Maltese, Presidente dell’Associazione dei testimoni di Geova di Castelvetrano, per chiedere il loro intervento.

Sul sito jw.org alla sezione Sala Stampa è stata data a tutti i testimoni l’indicazione di attivarsi per un’iniziativa mondiale contro la minaccia di proscrizione in Russia. Noi testimoni siamo una grande famiglia. Oltre 8.000.000 di testimoni attivi siamo uniti in un unica fratellanza mondiale e questo ci ha dato l’incentivo a fare la nostra parte.”

La russia è l’unica nazione al mondo ad avere bloccato il sito ufficiale dei testimoni di Geova jw.org considerandolo estremista e mettendo al bando le pubblicazioni dei testimoni a partire dalla rivista religiosa più diffusa al mondo “La torre di guardia” per passare a libri per bambini dal titolo “Racconti Biblici”.

In pratica stanno impropriamente tentando di applicare ai testimoni una legge emanata per fronteggiare l ‘estremismo religioso. Il 5 aprile la Corte Suprema delibererà se proscrivere o meno ogni loro attività. Si rischia la chiusura della sede nazionale dei Testimoni, vicino a San Pietroburgo. Di conseguenza, le circa 400 associazioni religiose locali registrate verrebbero sciolte e le attività delle oltre 2300 congregazioni dei testimoni di Geova della Russia verrebbero considerate illegali. Le proprietà della filiale russa, come pure i luoghi di culto in cui si radunano i Testimoni di tutto il paese, potrebbero essere confiscate dallo Stato. Inoltre i singoli testimoni di Geova potrebbero essere perseguitati penalmente per il loro impegno nelle loro normali attività religiose.

Da mesi diversi studiosi, uomini di legge, gente di spettacolo nonché media a livello mondiale stanno levando voci di dissenso su questa decisione che se diventerà definitiva significherà fare un passo indietro per la libertà di pensiero di tutte le minoranze presenti in Russia.
Il giornalista Steno Sari su un articolo apparso oggi su Libero, ricorda che secondo la Corte europea dei Diritti dell’Uomo , la Russia si è resa protagonista, mediante la firma di 11 trattati internazionali, di ben 235 violazioni.

Il Dottor Giampiero Leo Vice presidente del Comitato per i Diritti Umani del Consiglio regionale del Piemonte ha detto: “ Dichiarare “estremisti” i Testimoni di Geova e metterli al bando mi sembra veramente una decisione ‘fuori misura’. Quello dei Testimoni di Geova è un movimento che produce pace; il loro pensiero e la loro realtà sono assolutamente non violenti”
Uno dei maggiori siti d’informazione russa VESTI, il giornale del primo canale in Russia (Russia24 su satellite) ha ricordato che le lettere spedite dai testimoni da tutto il mondo riempiranno 14 vagoni merci. Il volume stimato e di 1700 metri cubi e il peso stimato di 840 tonnellate facendo quindi un importante riflessione: ‘gli estremisti prendono le armi, non penna o matita’. Il sito cita pure le parole della famosa modella americana Coco Rocha che dai social si esprime a sostegno dei testimoni di Geova russi.

Il portavoce dei testimoni di Geova presso la sede mondiale , David Semonian, afferma: “ è evidente che leggere la Bibbia, cantare e pregare con i propri compagni di fede non sono atti criminali”.