Il pentito Angelo Siino chiama in causa il defunto capo mandamento della provincia di trapani, Francesco Messina Denaro, padre del boss latitante Matteo, per l’omicidio del sociologo e giornalista Mauro Rostagno.

Sentito oggi dalla Corte di Assise di Trapani nel corso del processo per il delitto, Siino ha detto che Francesco Messina Denaro “ce l’aveva con Rostagno. Diceva ‘se lo senti parlare ti arrizzanu i carni (ti vengono i brividi, ndr), e’ un cornuto, dice che gli appalti in provincia sono truccati’. Vero era -ha proseguito Siino- non potevo dargli torto, perche’ gli appalti erano effettivamente truccati. Comunque dissi a Puccio Bulgarella (editore dell’emittente televisiva Rtc dove Rostagno lavorava come giornalista, ndr) di dire a Rostagno dui darsi una calmata“.

Il collaboratore di giustizia ha ricordato una circostanza in cui lo stesso Messina Denaro, alla presenza di alcuni capi famiglia del Palermitano, espresse precise minacce nei confronti di Rostagno e ne ha riferito le parole: “Gli romperemo le corna perche’ e’ un disonesto e un disonorato“.