Arrivata quasi al termine la rassegna culturale LAVORI IN CORSO a Palazzo Pignatelli questo venerdì, 16 novembre alle ore 18,00 , propone un incontro con il giornalista scrittore Roberto Alajmo.

La serata si inserisce nell’ambito delle attività di diffusione della cultura della legalità promosse dal Consorzio Trapanese per la Legalità e lo Sviluppo , che in questo caso ha voluto concretamente sostenere lo sforzo dell’Associazione Culturale ‘A Disa .

Dopo una breve nota introduttiva del Dott. Cristofaro Ricupati, Direttore del Consorzio suddetto, sarà compito del Preside Francesco Fiordaliso dialogare con lo scrittore Roberto Alajmo, a partire dagli spunti dati dal libro presentato “ Un lenzuolo contro la mafia—Sono vent’anni e sembra domani” ( Navarra Editore )

Vent’anni sono infatti trascorsi da quel 23 maggio 1992 in cui Falcone perde la vita in un attentato orchestrato da Cosa Nostra, e da quel 19 luglio in cui anche Borsellino abbraccia la stessa sorte.

Per la società civile le stragi di Capaci e via D’Amelio sono state un brusco risveglio dal sonno dell’indifferenza, di cui il Movimento dei lenzuoli fu uno degli emblemi più evidenti e incompresi. Cominciò una madre in via Maqueda da lì i lenzuoli antimafia cominciarono ad essere appesi sui balconi dei vari quartieri e del centro di Palermo.
Su quell’esempio in tutta la Sicilia e in varie città italiane nacquero dei comitati. Così il lenzuolo che fino a quel momento era stato il simbolo di morti ammazzati nelle strade, lavato dal sangue, è diventato il simbolo del nostro No alla mafia.
A vent’anni di distanza dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, l’esempio di Falcone e Borsellino ci viene riproposto in questo libro di Roberto Alajmo attraverso un racconto in presa diretta di quanto avvenne nei mesi successivi a quelle morti che hanno segnato il risveglio delle coscienze
di quanti vollero gridare il loro “ora basta”.
Il “comitato dei lenzuoli”, che si formò proprio nei giorni successivi alla strage di Capaci, divenne il centro focale di un movimento che si fece promotore del risveglio di quelle stesse coscienze assopite che sembrarono non reagire quando, in sandali e maglietta, venne assassinato l’imprenditore Libero Grassi.
Quanto è rimasto, dopo due decenni, di questa voglia di cambiamento?
Quale messaggio ci hanno lasciato i “lenzuolisti” di punta che vissero, affrontandola di petto, quell’estate del 1992?
L’ingresso è libero e l’invito a partecipare abbraccia tutti coloro che hanno ancora rabbia, sgomento e voglia di riscatto.