La notte di Ferragosto era stata denunciata la scomparsa di una donna di 44 anni e della propria figlia di dieci anni affetta da problemi di salute consistenti in “deficit cognitivo”.

La madre e la bambina erano uscite di casa martedì mattina intorno alle ore 11.00 circa per recarsi all’ufficio postale situato in via Salemi a Mazara del Vallo; da quel momento non erano state più viste.

I familiari, inizialmente nelle prime ore, non hanno dato peso al loro mancato ritorno, tuttavia con il passare del tempo è cresciuta la preoccupazione, anche perché il telefono della signora era spento o irraggiungibile; così si sono impegnati per cercare i loro cari nelle vie cittadine di Mazara del Vallo, ma senza riuscirci. In serata il marito della donna ha ritenuto ormai necessario sporgere la denuncia di scomparsa presso la Compagnia Carabinieri di Mazzara segnalando che con la propria moglie i rapporti erano sereni, che non c’era stato tra di loro alcun litigio; aggiungeva di escludere un allontanamento volontario poiché la moglie era uscita senza alcun bagaglio o effetto personale, ed infine che l’ambiente familiare era sicuramente turbato dallo stato di salute della loro bambina.

Per scongiurare l’ipotesi di una eventuale disgrazia oppure la commissione di un crimine violento ai loro danni, i Carabinieri del Nucleo Operativo, una volta acquisita la denuncia, prontamente avviavano, con il coordinamento del Sost. Proc. dott.ssa Trainito della Procura di Marsala, le ricerche della donna e della figlia per tutto il territorio, estendendole attraverso le foto anche alle altre Forze di Polizia di tutta la regione Sicilia. Inoltre procedevano a svolgere escussioni dei parenti e degli amici per meglio delineare l’eventuale movente che poteva aver scaturito la scomparsa. L’indagine è proseguita ininterrottamente ed ha inizialmente riscontrato che la signora e la bambina si erano spostate da Mazara del Vallo per Palermo mediante l’autobus.

Nella tarda serata del 15 agosto, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Mazara del Vallo riuscivano a localizzare la cella di aggancio del cellulare della signora corrispondente al centro abitato di Enna. I militari quindi allertavano immediatamente gli omologhi della Compagnia di Enna – Nucleo Radiomobile al fine di indirizzare e concentrare le ricerche presso i locali pubblici di quella zona. Le ricerche iniziavano quindi serrate nella città di Enna, con l’impiego di diverse unità automontate, dopo una accurata attività di controllo il personale dell’Aliquota Radiomobile di Enna alle ore 23.00 le rintracciava nei pressi di un bar di Enna bassa. I militari operanti le avvicinavano con estrema cautela al fine di non spaventarle, poi, una volta appurata la loro identità, avvisavano il Comando da dove partiva un’auto civile, in modo da non incutere timori nella bambina.

In via precauzionale, venivano accompagnate quindi presso il locale Ospedale Civile, “Umberto I” ove i sanitari di turno ne accertavano le buone condizioni generali di salute. I Carabinieri di Enna hanno cercato di capire i motivi che hanno spinto la signora ad allontanarsi con la figlia dalla propria abitazione; la donna ha confessato che voleva dirigersi verso un noto Centro specializzato della provincia di Enna per bambini affetti da deficit cognitivo al fine di ottenere nel più breve tempo possibile una visita per la propria figlia. I familiari prontamente avvisati dai Carabinieri si sono recati ad Enna, dove tra i sorrisi di quei Carabinieri divenuti tutti “Papà” per qualche ora, hanno potuto abbracciare le loro care e riaccompagnarle a Mazara del Vallo ove sono arrivati nella nottata.