Sono davvero belle da raccontare le storie a lieto fine, lei si chiama Sarah, nigeriana, scappata da un paese ostile porta con sè gli orrori di un “viaggio della speranza” quello di molte anime che cercano umanità in un luogo che sperano un giorno di chiamare casa.

Ma Sarah quel giorno non viaggiava da sola, dentro di sè cresceva una piccola vita, quella vita che forse era un segno di rinascita per una famiglia. Arrivata in Italia nel 2016, poco dopo lo sbarco, partorisce la sua piccola MERCY, nata all’ospedale di Castelvetrano, paese in cui Sarah fu accolta per la prima volta.

E’ una nuova vita per la donna che riesce ad ottenere lo status di rifugiata. Ma ovviamente manca qualcosa nella vita di un essere umano che spesso dimentichiamo avere un passato e soprattutto un presente, è sola, nonostante un compagno anche lui nigeriano purtroppo prigioniero in Africa; trascorrono 2 anni e lei si stabilisce in un centro d’aiuto nella vicina città di Vita, sei mesi fa la notizia dell’arrivo del papà della bambina, compagno di Sarah.

L’uomo, Freedom, sa che la sua compagna e sua figlia si trovano in Sicilia ma purtroppo la sua destinazione è l’Emilia Romagna, una vita a metà quindi, un grande sollievo per una terra piena di speranza e un’amarezza tanto grande per non riuscire ancora ad abbracciare le sue grandi donne.

Poi accade che anche nella vita reale, ci si trovi ad incontrare degli angeli in carne ed ossa ed è quello che è accaduto a questa famiglia. Il sogno di Freedom era poter riconoscere quella creatura e riabbracciare la sua donna così, il Presidente di un comitato Cri dell’Emilia Romagna, che ha in custodia migranti in attesa di richiedere asilo, contatta il Presidente della CRI di Castelvetrano, Giuseppe Cardinale.

La burocrazia però non può attendere e se qualcosa deve essere fatto, quel qualcosa deve essere fatto nel termine di una sola giornata; ecco perchè il comitato dell’Emilia in accordo con Castelvetrano ha “spedito” l’uomo che è stato preso in custodia dai volontari castelvetranesi per un solo giorno, per permettere così l’incontro con la compagna e la figlia.

Immediatamente dopo è stato possibile recarsi presso gli Uffici del Comune di Castelvetrano, affinchè Freedom riconoscesse la piccola Mercy. Tutto questo grazie anche al personale comunale e la Dott.sa Giovanna Tilotta, responsabile dei Servizi Demografici del Comune.

La giornata è appena finita e nel pomeriggio Sarah ha dovuto salutare il compagno per ritornare con la piccola a Vita, mentre lui ha preso il volo per tornare in Emilia. Ogni anno, migliaia di famiglie vengono separate a causa di conflitti, disastri o migrazioni. Queste famiglie soffrono terribilmente quando perdono i contatti con i propri cari, non sapendo né dove si trovano né se siano al sicuro.

La Croce Rossa Italiana, il Comitato internazionale e le altre Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa lavorano insieme in tutto il mondo per trovare queste persone e metterle in contatto con i propri familiari, un progetto che prende il nome di “Restore Family Link”. Questo lavoro include la ricerca dei membri di una stessa famiglia, il ristabilimento dei contatti, la riunificazione delle famiglie ed il tentativo di chiarire le sorti dei dispersi.

E’ una storia di vita reale e ci fa fermare a riflettere e pensare che forse in un altro mondo e in un’altra vita la gente abbatterà davvero muri e confini e poi metterà fine a delle stupide e insulse guerre che portano solo ad un dolore incolmabile.