Non bomboniere ma il recupero di due pale d’altare. È questa l’iniziativa di due giovani che sono convolati a nozze la scorsa domenica a Faenza.

Giacomo e Laura, castelvetranese lui, romagnola lei, hanno deciso di non realizzare o acquistare bomboniere per gli invitati alla cerimonia ma di finanziare il restauro di due dipinti conservati nella Pinacoteca di Faenza.

Gli interventi finanziati riguardano, nello specifico, due tavole del primo cinquecento di Giovanni Battista Bertucci il Vecchio, raffiguranti rispettivamente Maria Maddalena e San Giovanni Battista. La giovane coppia, ha deciso di non offrire le bomboniere ma di regalare “cultura” ai propri ospiti facendo vedere e commentando, grazie alla presenza del direttore della Pinacoteca, il dott. Casadio, le opere restaurate con il loro contributo.

Durante il banchetto nuziale che si é svolto, per gentile concessione del Comune di Faenza, nella Pinacoteca, sono state scoperte le due tavole che costituivano gli scomparti laterali della famosa pala commissionata da Venerio Mengolini a Giovanni Battista Bertucci eseguito attorno al 1509 per la cappella di famiglia nella chiesa del monastero di Santa Caterina, soppresso in epoca napoleonica.

La scelta del dipinto di San Giovanni Battista non è stata casuale, perché Giacomo, ormai residente a Faenza, ha voluto mantenere vivo il filo della memoria con la sua città natale: San Giovanni infatti é il patrono di Castelvetrano.

Il Direttore della Pinacoteca Claudio Casadio ha con gioia affermato che il gesto della giovane coppia è già stato seguito da altri privati che, essendo venuti a conoscenza dell’opportunità, sono diventati a loro volta mecenati d’arte; il restauro è, infatti, un gesto che ogni cittadino può liberamente compiere, semplicemente consultando il sito Art Bonus gestito dal Ministero dei Beni Culturali, nel quale sono elencate le varie opere d’arte che necessitano di interventi, suddivise per collocazione geografica.

La magica atmosfera ha dato ai tanti ospiti siciliani l’opportunità di apprezzare le mirabili opere esposte e di vivere un’esperienza festosa, irripetibile accanto agli sposi.