guardia di finanzaCi sono beni confiscati anche a Castelvetrano e Campobello di Mazara tra quelli, per complessivi 1,8 milioni di euro, che ieri i militari della Guardia di finanza di Palermo hanno requisito nell’ambito di tre distinti provvedimenti emessi dagli Uffici Misure di prevenzione dei Tribunali di Palermo e Trapani a carico di altrettante persone e sulla base delle risultanze degli accertamenti economico-patrimoniali eseguiti dal Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata del Nucleo di polizia tributaria del capoluogo siciliano.

A castelvetrano il provvedimento è stato eseguito nei confronti di Salvatore Messina Denaro, 60 anni, fratello del boss latitante Matteo Messina Denaro. A Salvatore Messina Denaro le Fiamme Gialle hanno confiscato conti correnti, fondi comuni di investimento, deposito titoli e polizze vita per un valore di 219.375,96 euro.

Salvatore Messina Denaro, ritenuto reggente del mandamento mafioso del centro belicino e detenuto, fu arrestato, con altre 18 persone, all’alba del 15 marzo 2010, durante l’operazione “Golem II”. Per lui le accuse furono di associazione a delinquere di stampo mafioso e intestazione fittizia di beni. Quasi due anni fa il gup di Palermo Lorenzo Matassa, al termine di un processo con rito abbreviato, gli ha inflitto 10 anni di carcere, in continuazione con una precedente pena di 9 anni.

A Campobello i finanzieri hanno eseguito il provvedimento nei confronti di Cosimo Moceri, 55 anni, arrestato durante l’operazione denominata “Bogotà” condotta nel mese di luglio di tre anni fa. Moceri finì in manette per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina, aggravata dall’avere costituito un gruppo criminale operativo in più Stati. L’organizzazione, che era collegata alla camorra napoletana, operava tra l’Italia e il Sudamerica, soprattutto Colombia e Perù e nei maggiori porti europei contava su società di import-export di copertura.

La confisca ha riguardato a Campobello le ditte “Moceri marmi di Moceri Cosimo”, “Sida marmi di Sanicola Ida” (intestata alla moglie di Moceri) e “Service edil di Moceri Davide” (intestata al figlio) e 4 terreni intestati a Ida Sanicola, a castelvetrano altri 11 terreni e un magazzino intestati sempre alla donna e, ancora, un autoveicolo, 3 trattori, un semirimorchio e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 369mila euro. Nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Bogotà” Moceri fu condannato a 13 anni e 7 mesi.

Un terzo provvedimento di confisca di beni, per un valore di 1.200.000 euro, ieri ha interessato anche il 72enne palermitano Giovanni Cusimano, ritenuto appartenente alla famiglia mafiosa di Tommaso Natale e legato da rapporti di parentela con il boss Salvatore Lo Piccolo.

Margherita Leggio
per La Sicilia