Regione SiciliaE’ in corso di approvazione a Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento regionale un provvedimento che inquadra nella qualifica dirigenziale i vincitori del concorso bandito dall’Assessorato beni culturali. Già altre volte il passaggio alla fascia dirigenziale di 359 dipendenti assunti dalla Regione è stato bloccato con successo nelle passate legislature, ma questo non è bastato, a quanto pare, a fare desistere i proponenti.

Il tentativo attuale è più subdolo, avverte un lettore di SiciliaInformazioni, “il provvedimento, palesemente in contrasto con l’art. 97 della Costituzione, viola il buon andamento dell’amministrazione regionale perché i concorsi sono stati banditi per architetti storici dell’arte e archeologi, correttamente inquadrati nella qualifica di funzionario direttivo… Se tali soggetti passassero dirigenti non potrebbero più espletare la propria mansione professionale.

La questione ha suscitato vaste reazioni e potrebbe essere valutata dal Commissario dello Stato, ai fini dell’impugnativa, se il Parlamento regionale approvasse il provvedimento contestato.
A conferma dell’interesse suscitato, il disegno di legge è stato oggetto di un articolo pubblicato in prima pagina dal Corriere della Sera a firma di Gian Antonio Stella, che ne rivela un anacronismo: “La Sicilia ha tanti «regionali» quanto Piemonte, Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia, Friuli e Liguria messi insieme”.

Il dato mette in secondo piano perfino la costituzionalità dell’atto e le sue presunte illegittimità.
“Ancora poche ore e la regione Sicilia batterà un record planetario”, scrive Stella, “ su 3.450 dipendenti, ai Beni Culturali, ci saranno 770 dirigenti. Il triplo dell’intero parco dirigenziale della regione Lombardia. Il tutto grazie a un’infornata di assunzioni e promozioni che vedrà l’ente isolano regalarsi, a dispetto della Corte dei Conti che aveva denunciato come abnorme la presenza di un «colonnello » ogni 8,4 «soldati semplici», altri 500 nuovi dirigenti in un colpo solo”.

Per fare ingoiare la pillola amara, Stella ricorda che “non è solo la Sicilia a essere di manica larga”. E cita a tal fine uno studio dell’Università di Milano dal quale risulta che stando ai dati del 2006 c’è una media nazionale di un dirigente ogni 15 dipendenti.
Come tutte le medie, anche questa non rende giustizia a chi si ci comporta sobriamente. La Puglia annovera un dirigente ogni 31 sottoposti, il Lazio uno ogni 7,7 nel Lazio. Non è affatto la stessa cosa.

Stando ai dati della Ragioneria Generale dello Stato, raccolti dal Sole 24 ore, e ospitati dal Corriere, “c’è un dirigente ogni 25 dipendenti scarsi nelle Marche, ogni 22 in Emilia Romagna, ogni 17 circa in Lombardia e nel Vene to, ogni 18 in Liguria, ogni 16 in Piemonte… Fino agli eccessi: uno ogni 8,3 in Molise e ancora ogni 7,7 nel Lazio.

Nel 2008 la Corte dei Conti della Sicilia, affermava che «I dipendenti a carico del bilancio regionale raggiungono la notevole cifra di 21.104 unità (erano 20.781 nel 2006), di cui 2.320 dirigenti (era no 2.150 nel 2005, anno a cui risale l’ultimo rilevamento nazionale pubblicato in tabella), con un rapporto di un dirigente ogni 8,4 dipendenti. Il confronto con altre realtà regionali è improponibile sol che si consideri che in Sicilia vi è un dipendente ogni 239 abitanti, in Lombardia uno ogni 2.500 lombardi ».

Tenendo conto dei precari, la media dei dipendenti per ogni dirigente si abbassa, fino a 5,9 impiegati per ogni dirigente. Marcello Minio dei Cobas/Codir, che ha sollevato la questione con altri due sindacati autonomi (Sadirs e Siad) ha previsto nuove assunzioni e promozioni: su 18.508 dipendenti regionali ci sono oggi un dirigente di prima fascia, 199 di seconda e 2.146 di terza per un totale di 2.346.

La manovra del Governo regionale intitolata «Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2009» prevede come dirigenti di seconda fascia 55 precari ex dipendenti di due aziende parastatali (Italter e Sirap) improduttive, 50 provenienti da altre amministrazioni ma trasferiti all’Assessorato regionale al Bilancio, 250 idonei al concorso per storici dell’arte, architetti, fisici, archeologi e archivisti, 150 vincitori dello stesso concorso inquadrati ai beni Culturali con contratti da funzionari direttivi.
Totale: 500 nuovi dirigenti, un capo per ogni 6,6 dipendenti. Eliminando dal conto i precari storici, uno ogni 4,9.
Un bel risultato, non c’è che dire.

fonte. www.siciliainformazioni.com