Un problema che si sta cercando di risolvere, come hanno fatto sapere i dirigenti veterinari dell’Asp di Trapani, ma ci vorrà un po’ di tempo e soprattutto la collaborazione dell’amministrazione comunale. Un fenomeno, questo, che è sempre stato oggetto di polemica in città, a causa anche di aggressioni a turisti nelle località balneari di Triscina di Selinunte e Marinella.

Tante le persone che negli anni lamentano lo stato di abbandono di questi animali. Come per esempio i randagi che vagano per il Parco Archeologico di Selinunte, spaventando i visitatori. Associazioni di animalisti, si battono per cercare di risolvere il problema, curandoli e dandogli da mangiare. Proprio per preparare i cittadini ad affrontare questa emergenza, si è svolto un corso di formazione su “ Randagismo ed animali d’affezione”, finalizzato alla formazione di tutto il personale coinvolto nella problematica del randagismo ed alla creazione di una sinergia tra autorità sanitaria, autorità comunale, animalisti e liberi cittadini.

randagismo castelvetrano

da sinistra Angelo Giudice( dirett dip. veterninario), Francesco De Michele( medico veterninario dirigente responsabile), Pietro Passalante( resp tecnici veterninari della prov Trapani) e Mario Caruso( medico veterninario. dirig Asp)

Il direttore didattico del corso, referente della formazione per il dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asp di Trapani, Francesco De Michele, ha voluto complimentarsi su come il sindaco Felice Errante, si stia occupando del fenomeno, con l’ampliamento del canile comunale e per la messa a disposizione del corso.

La città di Castelvetrano – ha dichiarato De Michele – sembra essere disponibile alla collaborazione. Durante il corso, sono emerse importanti proposte innovative per far fronte all’emergenza randagismo e per la dissuasione all’abbandono dei cani. Per esempio – continua De Michele – la possibilità di effettuare il Dna a tutti i cani identificati o come in una prima fase, intervenire solo su un sesso, per ridurre la nascita dei cuccioli, nei cani randagi. L’esame del Dna permetterà di risalire al proprietario che li ha abbandonati

Anche Marco Caruso Angelo Giudice ha detto la sua “Non c’è nessun allarmismo, ma ovviamente il fatto che il canile è stato fermo per un anno, ha inciso moltissimo. Ma questa è acqua passata, stiamo recuperando”.

Lo staff dei dirigenti ha lanciato una proposta al sindaco, cioè quella di un censimento sui cani randagi, in modo da programmare azioni sanitarie mirate. “ Stiamo ampliando il canile comunale – ha detto il primo cittadino – una volta conclusi i lavori potremo avviare tutte quelle procedure come il censimento dei cani presenti sul territorio, e disporre gli opportuni accorgimenti per risolvere le problematiche connesse al randagismo”.

FRANCESCA CAPIZZI