Il procuratore capo di Catania conferma le indagini sul Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo.
“Avendo preso atto della campagna stampa avviata con riguardo a una indagine delegata da questo ufficio al Ros – afferma il magistrato – la Procura di Catania, venendo meno al riserbo fin qui mantenuto per salvaguardare la correttezza dell’indagine e i diritti degli indagati, allo scopo di evitare il quotidiano e reiterato stillicidio di notizie con la diffusione di fuorvianti informazioni, precisa quanto segue.
Effettivamente da alcuni mesi – conferma il magistrato – è stata trasmessa a questo ufficio un’informativa del Ros a conclusione di complesse indagini protrattesi per un consistente arco temporale. L’informativa, che si compone di alcune migliaia di pagine, si riferisce a numerosi soggetti che, stante la sua ponderosità e il numero di posizioni da esaminare, è ancora oggetto di studio da parte dei magistrati assegnatari. Solo in esito a tale esame – precisa il procuratore Vincenzo D’Agata – le risultanze dell’indagine e il materiale probatorio acquisito formeranno oggetto di valutazione congiunta da parte dell’ufficio.
Ogni notizia, pertanto, che in maniera palese o velata ipotizzi o gratuitamente faccia riferimento a divergenze di opinioni o indirizzi all’interno dell’ufficio – osserva il magistrato – è del tutto fantasiosa e assolutamente priva di qualsiasi fondamento. Con riguardo alle notizie diffuse dalla stampa si conferma che il presidente Lombardo, per il tramite del suo difensore, ha chiesto di potere rendere dichiarazioni e fornire chiarimenti a questa Autorità giudiziaria. Particolare attenzione, infine – conclude il procuratore capo di Catania, Vincenzo D’Agata – è stata riservata alla fuga di notizie per cui è stato iscritto fascicolo a carico di soggetti noti per il reato di rivelazione di segreto d’ufficio, reato per il quale sono state avviate tempestive indagini”
Inoltre ci sarebbe un secondo deputato della Regione Siciliana, Giovanni Cristaudo del Pdl, tra le persone coinvolte nelle indagini del Ros di Catania in cui sono indagati per concorso esterno all’associazione mafiosa il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, parlamentare nazionale del Movimento per le autonomie.
L’altro deputato regionale del quale era già trapelato il nome, è l’ex sindaco di Palagonia, Fausto Fagone dell’Udc. Cristaudo, come riporta il quotidiano La Repubblica, è vicino all’aera del Pdl-Sicilia che si riconosce in Gianfranco Miccichè. Giovanni Cristaudo, a partire dalla fine degli anni Ottanta, è stato più volte assessore comunale a Catania in quota Democrazia cristiana. È poi passato al Cdu e a Nuova Sicilia. È al suo terzo mandato da deputato alla Regione Siciliana, che ricopre dal luglio del 2001. Nel 2007 è passato da Nuova Sicilia a Forza Italia e poi ha aderito al Partito delle libertà. Attualmente è componente della commissione Esame delle attività dell’Unione europea. Complessivamente gli indagati nell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania sono circa 70, la maggior parte della quale sono presunti affiliati a cosche di Cosa nostra, mentre sarebbero una decina i politici e amministratori coinvolti.
Ecco le prime dichiarazioni del deputato regionale del Pdl Giovanni Cristaudo
«Ho appreso leggendo i giornali che sono indagato dalla Procura di Catania: non ne sapevo alcunchè anche perchè non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Non so neppure se la notizia è vera e quale reato mi sarebbe contestato – ha aggiunto Cristaudo – so per certo che io non c’entro alcunchè e che sono sereno, molto sereno perchè so di avere la coscienza tranquilla e che dormirò tranquillo». Il parlamentare regionale del Pdl ha ribadito «piena fiducia nella magistratura che fa il proprio dovere e che, sono certo, sarà fare chiarezza sulla vicenda». «Sono a disposizione dei magistrati – ha concluso – per qualsiasi chiarimento, se lo riterranno nei modi e nei tempi da loro stabiliti»
Le prime dichiarazioni di Michele Palazzotto, segretario generale di Fp-Cgil Sicilia
«Lombardo si ravveda e applichi almeno l’autosospensione. Una scelta responsabile e garantista. Per lui e per l’istituzione che rappresenta. Le dichiarazioni garantiste e la piena solidarietà dei due assessori-magistrati a Lombardo, stupiscono – aggiunge Palazzotto – Come Fp-Cgil crediamo che Lombardo debba almeno sospendersi dall’incarico. Sarebbe quantomeno una scelta responsabile e garantista, per Lombardo ma soprattutto per l’istituzione che rappresenta e anche per la permanenza in giunta di Massimo Russo e Caterina Chinnici. Ci auguriamo che dopo la notifica dell’avviso di garanzia il governatore si decida in questo senso». «Dopo la precedente inchiesta su Totò Cuffaro – continua Palazzotto – questo è il minimo che il governatore possa fare se davvero, come sostiene, è estraneo alle accuse, se vuole rendere credibile il percorso riformista che rivendica. E se non vuole mostrare al mondo ancora una volta un’isola governata da un uomo su cui pendono accuse così pesanti»




LOMBARDO IN RETE
Un collaboratore di giustizia starebbe ricostruendo l’intera mappa degli investimenti
Appalti e investimenti, progetti commerciali e industriali con l’utilizzo di ingenti risorse pubbliche: è una vera e propria mappa di tutti gli interessi economici, centrati non solo sulla Sicilia orientale, ma anche Palermo, Agrigento e Trapani, quella che starebbe tracciando il nuovo collaboratore di giustizia che ha rivelato dall’interno gli appoggi mafiosi dei quali avrebbero goduto, secondo l’accusa, i due fratelli Lombardo, Raffaele e Angelo, il primo governatore della Sicilia, il secondo deputato nazionale del Mpa, entrambi indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. Il procuratore Vincenzo D’Agata smentisce (“non ne so nulla, apprendo da lei l’esistenza di questa intercettazione”) ma i pm della procura di Catania starebbero valutando se acquisire agli atti ell’inchiesta un’intercetta – zione telefonica depositata nel processo Why Not condotto dal pm Luigi de Magistris: parlano il governatore e l’impren -
ditore Tonino Saladino, referente in Calabria della compagnia delle opere, condannato a nove ipotesi di abuso d’ufficio, tutte relative a progetti finanziati dalla
Regione Calabria. Una telefonata nella quale compare il nome i Antonio Gatto, presidente dell’impero alimentare Despar e grande finanziatore dell’ex governatore della Calabria, Agazio Loiero sul quale indaga la Dda di Palermo per i suoi presunti legami con i boss trapanesi in relazione al riciclaggio dei miliardi di Matteo Messina Denaro, erede di Provenzano, attraverso la rete di supermercati della grande distribuzione. Nella telefonata i due, Lombardo e Saladino, si danno un appuntamento per discutere del progetto autonomista del movimento del leader del Mpa, coinvolgendo Gatto. Ecco il testo della conversazione intercettata:
L Io sono Raffaele Lombardo
S E io sono Tonino Saladino buonasera
L Mi doveva parlare o no
S Sì, sì ma quando ci vediamo
L Io l’ho aspettata un paio di
volte a Roma, come lei sa. Ora
sono qui a Reggio Calabria per
un convegno, no a Reggio Calabria
a Lamezia
S Ah sono pure io a Lamezia
L Lei non può venire qui però mi pare…
S No, riterrei non opportuno
venire lì, perché mi conoscono
tutti
L Qual era l’argomento che le
voleva trattare con me se è lecito?
S Dovevamo parlare del suo
movimento, io sono amico di
Carlo Saccio, sono il responsabile
di Comunione e liberazione
qui in Calabria, noi ci siamo
conosciuti al meeting di Rimini
se si ricorda con sua moglie a
delle mostre e c’era anche l’ami -
co Gatto, Tonino Gatto che è
coinvolto con noi in un esperimento
di… imprese e volevamo
fare una chiacchierata con
lei sul tema del suo movimento
che ci interessava anche in vista
delle prossime regionali volevamo
un discorsetto un po’ serio
L regionali o politiche?
S Le politiche ormai sono sotto,
ormai non è che si può più fare
L Io appena finisco questo convegno
posso chiamarla verso le
sette
S Eh se lei mi dice che è disponibile
io chiamo Gatto lo faccio
scendere da Cosenza tanto lui
in 40 minuti è qua
L lo faccia scendere, figuriamoci
se non siamo disponibili…
S Allora ci vediamo alle sette
presso la compagnia delle opere
che è a duecento metri alle
sette sono a messa come esco
dalla messa io ho il suo cellulare
memorizzato, ci sentiamo e ci
vediamo noi siamo proprio a
duecento metri di distanza
L d’accordo d’accordo, grazie
S arrivederci
“Intanto non è stata ancora fissata la data dell’incontro del presidente della Regione con i magistrati della Procura di Catania”, secondo l’avvocato Carmelo Galati, legale del governatore della Sicilia indagato per concorso esterno all’associazione mafiosa. Il penalista ha “ribadito anche ieri mattina al procuratore capo Vincenzo D’Agata la richiesta del presidente Lombardo di essere sentito nel più breve tempo possibile per fare chiarezza sulla vicenda, della quale si proclama completamente estraneo”. “Dalla Procura – ha aggiunto l’avvocato Galati – ci hanno risposto che si sta valutando la richiesta e la risposta arriverà
presto ”. Secondo indiscrezioni Lombardo potrebbe essere sentito per permettergli di fare spontanee dichiarazioni o interrogato come persona indagata.
Non si placano, infine, le polemiche sul ruolo dell’informazione: il legale di Lombardo ha annunciato una nuova querela contro Repubblica; a difesa dei cronisti del quotidiano sono intervenuti ieri l’Ordine dei giornalisti e l’Unione nazionale cronisti. Inoltre anche la procura di Palermo ha indagato Raffaele Lombardo per abuso d’ufficio insieme all’assessore regionale Francesco Scoma: avrebbero concesso illecitamente 3 milioni di euro al consorzio Coinres per fare fronte
all’emergenza rifiuti in provincia di Palermo. Il pm Alessandro Picchi ha chiesto l’archiviazione dell’indagine sostenendo che i due indagati avevano sì
commesso un atto illecito, ma la soluzione urgente di un problema come quello dei rifiuti “risponde ad un’esigenza sociale e sanitaria di per sè di valore
pr imar io”, protetta dagli articoli 3,9, e 32 della Costituzione.
di Giuseppe Lo Bianco per “Il Fatto Quotidiano”
Bisogna fare pulizia profonda.
Lombardo a parte, che se condannato non costituirebbe per niente l’eccezione ma confermerebbe la regola l’Italia e’ un intrigo di criminalita’, che per mezzo la politica degli affari e contando su uomini corruttibili riesce a generare situazioni lontane dallo stato di diritto infangando continuamente la Costituzione e gli uomini e donne oneste.
Si riciclano e si coprono e favoriscono a vicenda creando terreno fertile sul quale si sviluppa un giro contorto e perverso che conta persone in vari livelli e differenti posizioni.
Il famoso sistema gelatinoso.
Ne usciremo mai? Tutto cambia per far in modo che nulla cambi?
Mi chiedo come sara’ rivista la storia di questo spaccato d’Italia fra cento anni.
Beh era naturale, dopo il caso Marrazzo e Frisullo quasi quasi ero sorpreso di come ancora non fosse venuta fuori un’indagine a danno di qualche esponente di destra. Questo per la par condicio ma anche per consolare con apparente e falso perbenismo chi ha avuto solenni batoste alle elezioni regionali.
Franco, ti sei svegliato adesso da un lungo letargo invernale??? Inchieste a carico di esponenti di destra ce ne sono state e ce ne sono decine, da Marrazzo in qua. Qui non si tratta di “mal comune mezzo gaudio” ma di persone che ci (vi) governano in quanto elette (???) dal popolo “sovrano” (ma de che?) e che, si sospetta (ri?) siano colluse e conniventi con esponenti mafiosi di spicco… Ecco, quando si parla di mafia in quanto “forma mentis” si parla prorpio di questo atteggiamento…. MA riusciamo a renderci conto di quanto bello sarebbe vivere in libertà e nel rispetto delle leggi e delle regole del rispetto comune? No, ho paura di no!
Scusami Franco ma di quale par condicio parli? Non sono tutte e due di destra?
Uno condannato e l’altro indagato…..ma che cazzo ci avranno da ridere?
Se le iituzioni, non improntano la propria attività a principi di legalità e di trasparenza non cambierà mai niente anzi………
Il Cuffaro ed il Lombardo sono gli artefici principali della grave crisi degli AA.TT.OO. seguiti da non meno responsabilità dall’ARRA e dei Sindaci ed Ammininistratori delle Società d’Ambito che in violazione di legge, dei Contratti di Servizio hanno causato un danno al popolo siciliano di circa un miliardo di EURO. IO non pagherò un centesimo dei danni causati da questi personaggi fino a quando gli stessi non saranno chiamati PERSONALMENTE a rispondere di questo grave DISSESTO FINANZIARIO. NON POSSIAMO CONTINUARE A COMBATTERE LA MAFIA MENTRE LE ISTITUZIONI NON RISPETTANO LA LEGGE ED IL PRINCIPIO DELLA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA. SENZA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA IL MALAFFARE ALLIGNA!!!!!!!1
Dal momento che la vicenda Frisullo (tra l’altro recentissima e post-Marrazzo) mi risulti coinvolga la coalizione di sinistra credo proprio che debba essere tu la prima a svegliarti dal lungo letargo invernale, cara Tonya. Oltretutto non mi pare io sia un componente della tua famiglia per cui ritengo che un simile tuo intervento (svegliarsi dal letargo invernale) sia del tutto fuori luogo. La mia era solo un’osservazione ironica tesa a sottolineare di come, tra indagini a destra e indagini a sinistra, la magistratura abbia il suo gran da fare. In ogni caso ti ricordo che nel passato si è avuta prova anche della disonestà di tanti esponenti di sinistra, da Prodi (scandalo Eurostat) a Bersani (cessione Alcatel a Ritel) non ultimo il caro On. Di Pietro dell’Italia dei Valori (pardon..delle mazzette e del danaro sperperato allo stato sotto forma di falsi finanziamenti ai partiti ) che non sarà certo il Presidente del Consiglio ma se un giorno lo dovesse diventare beh….non è meno furfante di tanti altri. Non voglio polemizzare però renditi conto che la sinistra non è assolutamente immune da accuse e non voglio nemmeno quantificare le indagini da ambo le parti, mi basta sapere che probabilmente non esiste alcun poltico corretto in ogni qualsivoglia coalizione. Come tu stessa ribadisci non si tratta di mal comune mezzo gaudio ma di persone che purtroppo (anzichè per fortuna) ci governano in quanto incaricate dal popolo, sovrano di averle elette. Concordo con il parere di Giuseppe Ingoglia….i politici (sia di destra che di sinistra) si coprono a vicenda, si riciclano ma la “sostanza” non cambia…..tutti indistintamente con le mani in pasta in mezzo a loschi affari, anche mafiosi. Credo che forse un giorno si possa vivere in libertà e nel rispetto delle leggi ma bisogna fare una seria pulizia e sostituire le vecchie e corrotte figure per dare spazio ai giovani che hanno tanto da dire e dimostrare.
Scusi Sig. Genova ma mi ha sentito forse parlare di Cuffaro? Ma ha letto il mio commento prima di controbattere. Il riferimento alla par condico voleva solo essere ironico…qualche settimana fa è stato arrestato Frisullo (vice presidente Regione Puglia) esponente di sinistra e adesso salta fuori una presunta indagine a carico di Lombardo (presidente Regione Sicilia) nonchè esponente di destra. Chi ha parlato di Cuffaro?
Chiedo scusa Sig. Franco anche la mia battuta con riferimento Cuffaro-Lombardo nasceva soltanto dalla foto che apriva il dibattito!
Caro Franco, innanzitutto volevo segnalarti che hai sbagliato genere, dovevi usare quello maschile, ma poco importa, non hai colpe in questo, è “colpa” dei nickname che si usano in questi blog. MA lasciamo stare. Da quello che avevi scritto tu si evince ben altra cosa rispetto a quanto da te scritto nel tuo post successivo, ovvero una critica ai giudici che, dopo Frisullo, per par condicio, avrebbero per forza dovuto inquisire un esponente di destra… Ben altra cosa è quanto scrivi dopo, anche se è la solita storia che “i politici sono tutti uguali, tutti delinquenti, tutti mafiosi, ladri, approfittatori ed esponenti del malaffare….” Beh, forse è vero, ma è altrettanto vero che, specie nelle realtà più piccole, a volte, si trovano politici onesti, che lavorano davvero per il bene della collettività e non per il proprio. Ed in questi io voglio credere, nel loro riscatto a livello nazionale e se non ce ne sarà nessuno, la prossima volta candidiamoci tutti noi, indignati, stufi, stanchi di questi autotrasportatori di promesse in campagna elettorale che spariscono puntualmente l’indomani delle elezioni (P.s. avete più visto il caro Pres. del Cons. o qualcun altro dell’opposizione in tutte le trasmissioni dalla mattina alla sera? Io no!!!). E inoltre, mi dispiace che te la sia presa per la mia frase ironica e ti chiedo scusa per questo, ma chi lo dice che non siamo parenti??? Chissà, qualcheduno, magari alla larga….
Pur manifestandomi simpatizzante della coalizione di destra non condivido affatto l’attacco insensato del Presidente del Consiglio ai danni della magistratura, ragion per cui non mi permetto di criticare quest’ultima specie se si limita a fare il proprio dovere. Se poi all’interno della magistratura stessa necessitino delle riforme (perchè magari un processo dura inspiegabilmente 8 anni ma anche più) è un’altra cosa ma, ahimè, un dato di fatto purtroppo inequivocabile. Vedi Tony…quando si sente che un politico viene indagato o peggio ancora condannato dietro a quella che passa come una comune notizia giornalistica c’è ben altro, a partire dalle manovre politiche tese a sminuire la figura della personalità di destra piuttosto che quella di sinistra (e viceversa) per finire alle presunte e meschine soffiate attuate sempre dai politici e che puntualmente finiscono nelle redazioni dei più noti giornali fomentando lavoro a pieno ritmo nelle aule dei tribunali. Forse mi sarei dovuto spiegare meglio nei miei precedenti post ma senz’altro non volevo ironizzare o ridicolizzare la magistratura, lungi da me!! Ho puntualizzato come, a mio avviso, dopo la manovra politica ai danni di Marrazzo prima e di Frisullo adesso ( anche lui esponente di sinistra) sia sbucata fuori quest’indagine ai danni del Presidente della Regione Sicilia, nonchè esponente di destra. Mi dispiace averti confuso con una donna Tony ma purtroppo nel tuo nick quella “A” (che forse rappresenta il tuo cognome) è un pò equivoca :-))