Sabato 28 e Domenica 29, il Presidio di Libera Castelvetrano raccoglierà le firme per chiedere al Governo e al Parlamento il ritiro dell’emendamento alla legge finanziaria che prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi, già votato in Senato.

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, votata all’unanimità da tutte le forze politiche e divenuta dunque Legge 109/96.
Tale legge voluta fortementa da Libera, coronava il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan mafiosi le ricchezze accumulate e restituendo così il maltolto illegalmente, coi soprusi, i ricatti, le violenze e le arroganze mafiose, alla Società Civile.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge 109/96, e che molto probabilmente in questo periodo di grande crisi gli unici a poter acquistare i beni saranno proprio gli stessi mafiosi che per mezzo di vari stratagemmi ed il loro immenso potere economico tenteranno in tutti i modi di riappropriarsi di ciò che rappresenta il loro potere (ville, palazzi, terreni…).

Sabato 28 e Domenica 29 il Presidio di LIBERA CASTELVETRANO dalle ore 10.00 alle 13:00 e dalle ore 18:00 alle 20:00 raccoglierà le firme presso la sua Sede sita in via Mannone 124 .