Si chiamano “immobili fantasma” ma per scoprili non c’è stato bisogno di un esorcista, sono bastate le fotografie aeree scattate nel 2007.

In Italia sono stati individuate 1.081.698 unità immobiliari urbane finora totalmente sconosciute al catasto, e ovviamente, al Fisco che grazie alle rilevazioni incasserà circa 400 milioni di euro di nuove tasse sotto forma di Imu (la nuova imposta sugli immobili). Con il risultato di questa operazione nel 2011 è venuta fuori una maggior rendita catastale finora non dichiarata di 817 milioni di euro, cui corrisponde un maggior gettito stimato di 472 milioni di euro. La maggior parte di questi soldi è destinata ai comuni attraverso l’Imu.

L’ Agenzia del Territorio ha ancora in corso le verifiche, che spesso vengono condotte insieme agli stessi Comuni, sulle restanti 370 mila particelle catastali censite dopo il rilevamento fotografico. Gran parte del milione e passa di immobili scoperti si trova nelle grandi città e nelle province del Mezzogiorno. Il record ce l’ha la provincia di Napoli, con 37.519 unità immobiliari urbane accatastate ex novo o accatastate con un diverso classamento o destinazione d’ uso. In Sicilia la parte del leone per numero di immobili fantasma la fa Agrigento con 28701 unità ed una rendita pari a 12.403.969 euro.


Se si considera il valore degli immobili, però, in testa alla classifica nazionale c’ è la provincia di Trapani: la rendita immobiliare evasa al fisco equivale a 88.485.074 euro (il 10% di tutta la nazione) diluita su 16.205 costruzioni. Qualità, piuttosto che quantità.
“Siamo veramente stanchi di essere relegati in fondo a classifiche che lasciano il tempo che trovano” aveva dichiarato pochi mesi fa il sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, in merito alla classifica sulla qualità della vita elaborata dall’Università La Sapienza di Roma per ”ItaliaOggi” che ha collocato la provincia di Trapani all’ultimo posto in Italia.

Fazio è stato accontentato, questa volta Trapani ha vinto l’oro, ma non lo dichiarerà al fisco.